Vaccinazione migranti: sei mesi di proroga da Asl, Asp e Caritas

L'accoglienza in città a un gruppo di migranti

Il servizio di prevenzione di comunità garantito fino a giugno. Accoglienza Sprar, il Comune resta in campo altri sei mesi 

FERRARA. L’Asp continuerà a gestire l’afflusso di migranti nelle strutture della provincia in convenzione con la prefettura fino al 30 giugno 2019. L’intesa, sancita da una proroga, consentirà agli uffici di corso Ercole D’Este di prepararsi a organizzare in prima persona l’accoglienza degli immigrati a Ferrara e provincia quando l’Asp, il Centro Servizi alla Persona di Ferrara, abbandonerà la funzione che ha esercitato negli ultimi anni e che, in seguito alla drastica riduzione degli arrivi, si è molto ridimensionata rispetto al passato.


La proroga farà “scollinare” Palazzo municipale rispetto alla data delle amministrative, previste per fine maggio, anche se è difficile pensare che la futura giunta possa mettere in discussione (ipotesi che però non si può escludere a priori) la scelta di restituire l’incarico alla prefettura.

Il rinvio della scadenza ha aperto la strada anche al prolungamento dei termini della convenzione, sottoscritta da Asl, Asp e Caritas Diocesana, per la gestione dell’attività vaccinale a favore dei migranti accolti nei centri Sprar della provincia. «È un’azione che rientra nel sistema di “prevenzione di comunità” - spiega l’assessore comunale ai Servizi alla persona, Chiara Sapigni - Un impegno assunto dall’amministrazione e dall’azienda sanitaria territoriale, promosso dalla Regione, che intende estendere anche ai migranti la tutela della salute garantita a chi è nato in Italia, aumentando così il livello di sicurezza sanitaria per tutti».

L’adozione del “decreto sicurezza” ha quasi dimezzato il contributo giornaliero per gli immigrati inseriti nel programma di protezione riservato ai richiedenti asilo e rifugiati. «I 32,5 euro al giorno (esclusa cioè la quota di 2,5 euro riconosciuta al migrante) - precisa l’assessore - sono stati abbassati a 18 euro, il sostegno finanziario riconosciuto gestori degli alloggi di accoglienza. Molti servizi che in passato erano predisposti per i rifugiati, in particolare quelli finalizzati all’integrazione, difficilmente potranno essere mantenuti. Il rischio è che questo possa avvenire, complice il possibile smantellamento di servizi sul territorio come il centro di smistamento di Bologna, anche per la sanità. Per questo motivo la Regione ha deciso di sostenere comunque l’attività di prevenzione».


L’Asl, approvando la proroga dell’attività vaccinale, annuncia che alla scadenza «l’azienda sanitaria valuterà l’opportunità di sottoscrivere direttamente con la Caritas un accordo per la gestione del servizio a favore dei migranti accolti nei centri Sprar della provincia». Resta l’incognita sull’entità del sostegno che nei prossimi mesi potrà essere garantito ai migranti inseriti nei programmi di protezione. In effetti attività di integrazione e mediazione culturale non sono vietate ma dipenderanno sempre più dalla volontà e capacità degli enti locali di assicurare un impegno concreto.

Gi.Ca.