L’Europa chiede chiarimenti. Azzerati Carife sulla graticola

Per il vicepremier Di Maio bisogna andare comunque avanti con i rimborsi. Federconsumatori: senza un arbitro c’è il rischio di dover restituire i soldi

FERRARA. Aspettavano solo l’8 febbraio per prendere visione del decreto attuativo e poter finalmente presentare le domande di rimborso, gli azzerati Carife, dopo la rassicurante riunione al ministero delle Finanze dell’altro giorno; e invece ieri è arrivata un’altra doccia fredda. A seminare nuovamente il panico tra i risparmiatori provati da anni di tira-molla è stato il vicepremier Luigi Di Maio che ha informato dell’arrivo della lettera della commissione Ue sulla procedura di rimborso, «sembra dirci non lo potete fare e noi lo facciamo e basta. È assurdo che Ue ci debba dire anche come dobbiamo risarcire i truffati delle banche». Sono seguite dichiarazioni di segno opposto, oggi pomeriggio (venerdì 1 febbraio) c’è Gianluigi Paragone (M5s), uno dei “registi” dell’operazione, in città a presentare un libro e i risparmiatori potranno chiedere direttamente a lui come stanno le cose. Intanto Federconsumatori tuona contro il governo: una vergogna.

Il nodo arbitrale


Il testo completo della lettera di Bruxelles non è stato diffuso, ma in vari siti (www.vicenzapiù.com ad esempio) sono apparsi diversi stralci: anzitutto colpisce che ieri fosse la data ultima per una risposta da parte del Mef, quindi la lettera è ben precedente. Nei quesiti posti dall’Ue, che comunque chiarisce di non aver ancora preso posizione sul rimborso, si chiede più volte se vi siano filtri, come ad esempio l’Arbitro bancario, ma appare dirimente la premessa: «La Commissione conosce l’importanza di indennizzare gli investitori in caso di “misselling”», cioè di truffa, che in qualche modo dovrà evidentemente essere provata. Carife e le altre tre banche risolte vengono citate tre volte, anzitutto per chiedere se saranno coinvolti anche i loro investitori, e poi se i criteri adottati oggi saranno uguali a quelli del 2016, e come si farà in caso contrario a «minimizzare l’aiuto pubblico». L’ambito è insomma quello degli aiuti di stato alle imprese, vietati salvo eccezioni dall’Ue, e il portavoce della Commissione ha parlato ieri «di investitori al dettaglio, che hanno subito perdite a causa di obbligazioni vendute in modo improprio», senza far cenno agli azionisti.

Avanti o no

Di Maio e poi il sottosegretario Alessio Villarosa hanno affermato che si va avanti, i timori delle V ittime del Salvabanche e di Federconsumatori sono però esplicite. E anche la rabbia: «Come valevasi a dimostrare, noi lo avevamo purtroppo previsto - dice Roberto Zapparoli (Fedeconsum) - ma il governo è in campagna elettorale permanente e mette a repentaglio i rimborsi: il rischio è che poi siano richiesti indietro. Credo che si dovrà passare per un arbitro, come del resto aveva detto il direttore generale del Tesoro». —

Stefano Ciervo

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