No a tutto Jovanotti compreso

Jovanotti in versione Dj a Ferrara nel 2011

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara sulle polemiche nate attorno al concerto-evento di Lido Estensi e non solo

FERRARA. Uno spot pubblicitario che va in onda ripetutamente festeggia i due lustri dell’Alta velocità ferroviaria: in dieci anni è cambiato il nostro modo di viaggiare. E l’atteggiamento nei confronti delle grandi e piccole opere, la fiducia e gli umori con cui fronteggiamo ogni annunciato progetto modernizzatore. Curiosa coincidenza temporale, che se il movimentismo dei No fosse divampato in anticipo, o i piani infrastrutturali avessero avuto una marcia più lenta, se insomma il progetto delle Ferrovie avesse incrociato la piena della sindrome Nimby, probabilmente oggi non potremmo andare da Ferrara a Roma in due ore e trentacinque minuti.


No Tav, No Cispadana, No Passante di mezzo e via zoomando nel localismo fino a quella Comacchio dove l’azienda spagnola interessata a reimpiantare un’attività produttiva nell’area dell’ex Cercom, in settimana ha gettato la spugna per la burocrazia e le contestazioni. Dove il progetto dell’Ottavo lido è stato trascinato al Tar, ma – è notizia di venerdì – ha superato il vaglio dei giudici amministrativi. Dove pure l’annuncio del concerto-evento di Jovanotti nello spiaggione di Estensi a ridosso del Portocanale diventa motivo di lagne e polemiche. Immediatamente una pioggia di post inzeppati di punti esclamativi a difesa del diritto di andare al mare per riposarsi e il terrore di ritrovarsi con le vie intasate e orde di scalmanati sciamanti sotto casa, a seguire le prese di posizione animaliste a tutela delle uova dell’uccello fratino e forse del benessere di qualche roditore. Errata corrige, all’evidenza che quel trampoliere nidifica tra marzo e giugno, che al 20 di agosto ci siano già i pulcini: il concerto non s’ha da fare perché i piccoli potrebbero venire calpestati. Fosse un rischio reale, rintuzza il sindaco, andrebbe vietato l’accesso anche a turisti e bagnanti che da sempre affollano l’arenile – come dargli torto?

Che lo sviluppo del Delta debba essere armonizzato con il rispetto dell’ambiente e magari mitigare anche i troppi errori del passato, è una necessità ineludibile – sia chiaro - e non solo in ambito turistico. Le attenzioni sono doverose, ma qui pare esserci un allarmismo preconcetto, il riflesso condizionato a dir sempre e comunque no.
Il lido degli Estensi è tra i tratti peggio cementificati della costa ferrarese, con i palazzoni che affacciano sulla spiaggia; può essere un concerto il problema? Non credo. Ritengo, al contrario, che sarebbe un errore rinunciare per partito preso ad un evento che si prospetta come un’incredibile opportunità economica e di visibilità. Non per niente Chioggia, che ha annusato l’aria delle polemiche, già s’è candidata come location di riserva.
Attenzione. Dalla decrescita felice alla recessione, il passo è fin troppo breve.
Buona domenica.

Luca Traini