«Se a Ferrara vince il centrodestra cambieranno molte cose. Stop al carrierismo Pd e a chi vive di rendita»

Lorenzo Barbieri (Lega) è il coordinatore del programma elettorale. «Dubbi su Buskers e Internazionale. Va ristabilito il buonsenso» 

FERRARA. Lorenzo Barbieri della Lega è stato nominato coordinatore dalla coalizione di centrodestra del Comitato elettorale per la composizione del programma in vista della tornata amministrativa. Barbieri, capo della segreteria del presidente della Commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi, fa il punto della situazione.

Barbieri, come sta andando la stesura del programma?


«I nostri lavori procedono molto bene, il clima costruttivo aiuta ad elaborare proposte che cambieranno il paradigma politico visto sinora, un algoritmo decisionale radicalmente diverso».

In che senso?

«I temi sono le direttrici di sviluppo della città: linee economiche certo, ma anche sociali e culturali. Il tema della sicurezza è ovviamente in primo piano, visti gli evidenti fallimenti di questa amministrazione il cui buonismo e terzomondismo hanno portato ad una maldestra ghettizzazione della criminalità che ora gode di vere e proprie zone franche, anche in aree non periferiche. Serve una riforma dei servizi cittadini, compreso il trasporto pubblico, in un’ottica di smart city che presuppone infrastrutture, fisiche, anche di respiro provinciale, e digitali. Il punto è passare dalla disponibilità all’accessibilità e l’università può darci un grande aiuto».

C’è poi il capitolo della cultura, con le preoccupazioni per il futuro di Buskers e di Internazionale.

«A me risulta, calendario gregoriano alla mano, che agosto e ottobre i mesi dei due festival, vengano dopo maggio quando i ferraresi andranno al voto. Personalmente ritengo che sia finito il tempo delle rendite di posizione anche su questo, ma la coalizione si confronterà».

È la calata dei lanzichenecchi?

«Non c’è solo pars distruens, ma anche costruens. Deve prevalere il merito e il pluralismo: il cambiamento libererà risorse positive, ne sono certo. Molte iniziative alternative potranno essere sperimentate. Poi è ovvio che, a mio avviso, va ristabilito il buonsenso. Serve una revisione completa dei regolamenti per gli alloggi pubblici fino alla riforma del sistema di welfare locale, con sostegni concreti alle famiglie estensi, prima di tutto, e in questo Asp avrà un grande ruolo e una governance tutta nuova».

In caso di vittoria del centrodestra Ferrara avrà anche un cambiamento amministrativo?

«L’autonomia regionale in arrivo ci impone di ripensare il ruolo di Ferrara e la politica è al centro di questo percorso. I dipendenti pubblici politicizzati, associazioni che vivono di rendita e centri sociali che occupano spazi comunali hanno i giorni contati. È giusto che al centro della nostra azione ci siano i ferraresi, coi loro bisogni, e non logiche di potere dettate dal carrierismo piddino: in Comune, società partecipate e fuori».

E il candidato?

«Sarà, come sapete, della Lega. Appena definito il suo perimetro programmatico si presenterà. Prima i temi poi le persone». —

Gian Pietro Zerbini

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI