La paziente dimessa e bloccata al S. Anna? «Ambulanza occupata»

La Croce Bianca: quella notte portavamo un paziente a Roma L’associazione: non è stato attivato il trasporto suppletivo 

«La Croce Bianca quella sera non ha potuto svolgere il servizio perché stava già trasportando una paziente da Ferrara a Roma». È dispiaciuto, Donatello Alberti, il direttore dell’associazione che fornisce il servizio di accompagnamento notturno in ambulanza dall’ospedale fino al domicilio per i pazienti in dimissione.

L’antefatto


Nella notte fra il 31 gennaio e l’1 febbraio scorsi una paziente cronica di 75 anni, di Ferrara, visitata e dimessa dall’ospedale, è rimasta per tutta la notte in barella al pronto soccorso del Sant’Anna perché non aveva trovato un operatore che potesse trasportarla al domicilio.

Era mezzanotte e il personale dell’associazione contattata dalla paziente era già impegnato, dalle 19, per un trasporto diretto al policlinico Gemelli. «Abbiamo la documentazione che attesta quel trasporto straordinario – spiega il direttore della Croce Bianca - e quindi non eravamo in grado di accontentare la signora. Del resto situazioni simili accadono tanto raramente per cui siamo partiti tranquilli pensando che un’eventuale emergenza sarebbe stata affrontata secondo gli accordi presi con l’azienda».

le falle nel sistema

Alberti si riferisce alla procedura di salvaguardia che dovrebbe scattare se tutte le associazioni preposte al trasporto pazienti non fossero reperibili o disponibili: si tratta di allertare il 118 o un altro mezzo convenzionato i cui servizi di trasporto tra un ospedale e una casa di cura sono gratuiti sia di giorno che di notte, sono invece a pagamento se domiciliari. «Spettava al personale del pronto soccorso che dovrebbe essere al corrente di questa procedura – dichiara Alberti - organizzare il trasporto magari contattando la Centrale operativa che avrebbe sicuramente risolto il problema in tempi più brevi rispetto al mattino seguente. Noi, lo ricordo, siamo disponibili 24 ore su 24; di notte c’è sempre un operatore reperibile ma per quella notte era già stato allertato».

Resta da capire, però, perché non sia scattato un turno suppletivo, l’eventuale intervento di un’altra associazione di volontariato o il servizio “emergenziale” citato dallo stesso Alberti.

Margherita Goberti

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