Prima sentenza sul crac Carife, condannati Lenzi e Forin, assolti gli altri nove imputati

Pagano l'ex presidente  (2 anni e 6 mesi) e l'ex direttore generale (2 anni e 3 mesi). Prescritto l'aggiotaggio, caduta la bancarotta

Crac Carife, due condanne e nove assoluzioni

FERRARA. Due condannati, l’ex presidente Sergio Lenzi e l’ex direttore generale Daniele Forin: tutti gli altri imputati assolti. Il tribunale di Ferrara ha così deciso oggi pomeriggio, lunedì 11 febbraio, sugli ex amministratori e dirigenti al processo per il crac Carife legato all’aumento di capitale, proposto e raggiunto con 150 milioni nell’ormai lontano 2011.

Condanne lievi, rispetto alle richieste: 2 anni e 6 mesi a Lenzi, 2 anni e 3 mesi a Forin, solo per i reati di falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza. Prescritto il reato di aggiotaggio, mentre è caduta l’accusa di bancarotta fraudolenta perché il fatto non sussiste: questa è una delle motivazioni dell’assoluzione anche degli altri imputati.

La procura aveva chiesto una raffica di condanne per nove imputati, quasi mezzo secolo di pene, divise tra loro, e proposto due assoluzioni (per Paolo Govoni e Teodorico Nanni). Le richieste andavano dai 7 anni e 4 mesi per Sergio Lenzi (ex presidente); 7 anni per Daniele Forin (ex dg) e Davide Filippini (indicato come il deus ex machina dell’operazione); 5 anni e 2 mesi per Michele Sette, funzionario tecnico; 3 anni a Michele Masini, responsabile società revisione Deloitte&Touche.

Quindi, le posizioni dei dirigenti delle banche per lo scambio azioni con Carife: 4 anni e 3 mesi per concorso in bancarotta per Germano Lucchi, Maurizio Teodorani e Adriano Gentili (CariCesena) e per Spartaco Gafforini (Valsabbina).

I reati contestati al processo legato al crac Carife erano quelli legati all’operazione dell’aumento di capitale, falso in prospetto (nel documento d’acquisto azioni proposto ai sottoscrittori), aggiottaggio (le false notizie per convincere i risparmiatori ad acquistare azioni Carife), ostacolo alla vigilanza (per aggirare i controlli di Bankitalia e Consob) e bancarotta patrimoniale, con le azioni scambiate tra banche amiche, Valsabbina e CariCesena.

La sentenza è arrivata a 4 anni di distanza, dopo indagini e udienze fiume e un processo in corsa, iniziato nel giugno scorso e concluso oggi con il verdetto, per evitare le prescrizioni dei reati minori. —

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