Si riaccende la rivolta. Decine di nigeriani radunate via chat

Sabato cassonetti rovesciati per lo straniero creduto morto, ieri nuova gazzarra alla Gad: circondata un’ambulanza

Ferrara, nuove tensioni in zona Gad

Ieri sera alle 18 si è rischiata la rivolta bis. Un nuovo e minaccioso raduno di cittadini stranieri si è raccolto attorno all’ambulanza che stava assistendo il ventisettenne nigeriano investito sabato sera e dimesso dall’ospedale nel pomeriggio. Il giovane stava parlando con uno dei rappresentanti della comunità nei pressi del Grattacielo quando ha accusato un malore. È arrivata un’ambulanza e il personale l’ha fatto salire sul mezzo. Pochi minuti dopo 30/40 immigrati, secondo le testimonianze, hanno circondato il veicolo e i sanitari hanno deciso di chiamare le forze dell’ordine. Sul posto polizia, esercito e carabinieri. Ad animi placati l’ambulanza ha potuto trasportare il paziente in ospedale.

La rabbia corre in rete. Come è avvenuto ieri, anche sabato sera è stato un tam-tam innescato da chat e telefonini a scatenare la reazione rabbiosa degli immigrati, in pieno quartiere Gad. La miccia è stata una fake news rimbalzata - grazie a “gruppi di conversazione” e “social” - molto lontano dai giardini del Grattacielo.

È questo il meccanismo di comunicazione in tempo reale che ha messo in moto la sommossa che in due occasioni ha rivoltato contro la città e le forze dell’ordine alcune decine di cittadini nigeriani (chi dice una trentina, chi molti di più), convinti di dover vendicare la morte di un connazionale.

Investito mentre cerca di sfuggire all'arresto, rivolta in zona Gad



Un risvolto prevedibile nell’era della comunicazione on line e della “rete” che collega computer, telefonini, tablet, televisori in un unico villaggio globale. Prevedibile ma anche inattesa, l’altra sera, nella forma di un tumulto che non aveva nulla a che fare con le risse tra bande rivali legate allo spaccio degli stupefacenti. E che ha lanciato un messaggio preoccupante amplificando l’insofferenza e le paure di un quartiere che da 15-20 anni sta pagando un prezzo salatissimo ai problemi legati all’immigrazione.

La fuga e l’incidente. In sé il danno è limitato: un’isola ecologica intera, quella collocata sulla piastra ricavata nei giardini del Grattacielo, a lato della strada, è stata scaraventata sulle carreggiate: bottiglie, sacchetti della spazzatura, cassonetti della raccolta differenziata e dell’indifferenziata, bidoni dell’organico, tutti finiti sull’asfalto tra la costernazione dei passanti, lo spavento dei residenti e la rabbia di chi non ne può più di assistere a scene che scandiscono la vita quasi quotidiana di un quartiere ostaggio dello spaccio, della delinquenza e della violenza.

La sommossa ha iniziato e prendere forma verso le 20.30 di sabato, quando è entrata in azione una pattuglia dei carabinieri che ha cercato di avvicinare un cittadino nigeriano di 27 anni per un controllo. Il giovane ha cercato di sfuggire attraversando la strada ed è stato investito da un’auto, una Dacia Sandero, su viale Po. La persona al volante si è fermata (la notizia di un veicolo-pirata è stata smentita dai carabinieri) e sono stati chiamati i soccorsi. All’inseguimento hanno assistito alcuni connazionali del giovane.

Primo e secondo blitz. «Quel ragazzo non si muoveva - urlavano sabato, verso le 22, alcuni stranieri nei giardini del Grattacielo - è morto». Qualcuno (forse più di uno) ha lanciato messaggi via chat o via telefono che - racconta Kelvin Jacob, uno dei rappresentanti della comunità nigeriana - hanno fatto il giro d’Italia seguendo la strada dei “social”. Il ventisettenne ferito è stato trasportato al Sant’Anna e ieri è stato dimesso con una prognosi di 15 giorni (in serata, come già riportato, è rientrato in ospedale). Addosso gli sono stati trovati 7 grammi di hascish, è stato denunciato per spaccio. Sabato sera, però, tra i nigeriani che frequentano la zona Gad si era sparsa la notizia che fosse morto. Alcune decine di immigrati hanno quindi deciso di bloccare il traffico su viale Costituzione gettando i rifiuti in strada.


La testimonianza. Sul posto sono giunti carabinieri, esercito, vigili urbani (per la regolazione del traffico) e funzionari della questura. La situazione si è apparentemente placata verso le 21.30. Un’ora più tardi un folto gruppo di stranieri si è avvicinato alle forze dell’ordine per scagliare bottiglie e rifiuti. Qualche minuto dopo il gruppo si è disperso e verso l’1 di notte sono state completate anche le pulizie delle due carreggiate. Anita Donadio è la passante che ha dato l’allarme, allertando le forze dell’ordine.

«Ero appena rientrata da Roma col treno - racconta - sono uscita dalla stazione poco dopo le 21 e con mio marito ci stavamo dirigendo verso casa in auto. Abbiamo visto alcune persone che stavano ribaltando i cassonetti sull’asfalto con le bottiglie e i rifiuti che fuoriuscivano da “campane” e bidoni. Mio marito è riuscito ad aggirare quella massa di spazzatura e contenitori, la vettura ha riportato solo un danno lieve. Quella gente sembrava impazzita».


«I militari sono accorsi subito - aggiunge la donna - Io abito a Ferrara da 13 anni proprio perché la reputo una città tranquilla. In questa campagna elettorale ho deciso di impegnarmi in politica: dobbiamo essere noi cittadini i primi a muoverci per scacciare degrado, criminalità e violenza». —


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