I medici a domicilio. Staff al completo pronti a intervenire sull’intero territorio

Gli specialisti verranno accompagnati con l’elisoccorso. La responsabile: «Riusciamo a garantire l’intera copertura»



«Se sto male, come faccio?». La domanda è banale, o almeno così potrebbe sembrare. In realtà le risposte a quella che da sempre è la preoccupazione maggiore dei cittadini sono molto complesse, soprattutto da quando nel basso ferrarese le cose sono cambiate e l’ospedale di riferimento è ormai uno solo, il Sant’Anna di Cona a Ferrara.


Tempistiche. L’ospedale del Delta di Lagosanto ha visto in questi ultimi anni chiudere reparti importanti, tra cui Ostetricia e ginecologia e Pediatria.

Da Gorino a Cona, solo per fare un esempio, sono circa settanta chilometri di strade pessime e il tempo di percorrenza, bene che vada, è di circa un’ora. Se una donna incinta ha un’emergenza che tipo di protocollo viene messo a punto considerato che nella maggior parte dei casi non può salire sull’elicottero? Non solo, come vengono affrontate in generale le emergenze sul territorio quale quello della provincia di Ferrara così vasto e con diverse zone ormai lontanissime dagli ospedali di riferimento?

Le risposte. A rispondere è Maria Adelina Ricciardelli, direttore Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza dell’Ausl. «È vero, le donne che abitano nel Basso Ferrarese devono andare a Cona. Se il parto fa il suo corso non ci sono problemi, diverse sono le situazioni di emergenza ed è necessario mettere in chiaro alcuni passaggi».

In estrema sintesi, se il paziente non può arrivare in ospedale, è l’ospedale che si muove. Quando arriva la telefonata al 118, viene assegnato un codice relativo alla gravità ed uno relativo alla patologia.

I mezzi di soccorso. «Se viene valutato che considerata la distanza il paziente non può arrivare in ospedale, i mezzi partono attrezzati – fa presente la Ricciardelli –. Si muovono dunque l’ambulanza e l’automedica con i medici specializzati a bordo. Stessa cosa vale per l’elisoccorso che non è solo un mezzo di trasporto della persona che ha bisogno di cure, ma serve soprattutto per i medici, per farli arrivare sul posto il prima possibile».

Medici a domicilio. Non solo, «il medico e il personale delle emergenze sono formati anche per affrontare un parto imminente questo significa che nel caso il neonato può nascere sull’ambulanza o in casa: se non c’è il tempo per arrivare in ospedale, ci sono tutti gli strumenti per affrontare le emergenze sul posto. La medicalizzazione del territorio è efficiente e completa, i medici in pratica escono dalle mura ed arrivano sul posto in grado di fronteggiare ogni tipo di emergenza». Insomma, medici a domicilio? È questo il futuro della nostra sanità? Evidentemente sì. —