M5s, il ritorno di Roi: «Pronto al confronto, stop ai frazionismi»

L’ex candidato al Senato: non parteciperò a Sindacarie se non me lo chiede Roma. Sicurezza? Niente ricette alla Salvini

FERRARA. Torna dopo quasi un anno nella città che l’aveva gratificato con il 26% dei consensi, Ezio Roi, e si propone ancora come candidato unico M5s, attraverso il veicolo del Laboratorio civico, questa volta per partecipare alla corsa a sindaco. Nel frattempo l’ex magistrato candidato al Senato ha fatto molte cose, la più visibile delle quali assessore alla Sicurezza del Comune “espugnato” di Imola, incarico lasciato a dicembre in un nuvolone di polemiche. «Ma non c’entra nulla con la mia decisione di candidarmi qui, è tutta un’altra storia» ha raccontato ieri mattina al tavolo della sede dell’associazione Sistemi umani, lo stesso che, curiosamente, aveva ospitato la presentazione di Fulvio Bernabei, candidato civico già sparito dalla scena.

Contro il frazionismo. Roi, a dispetto dei litigi imolesi, sembra in effetti essere stato scelto per «superare il frazionismo nel M5s», come ha detto lui stesso, cioè la divisione del movimento in due o tre tronconi, che nei giorni scorsi si è manifestato con gli affondi di Lorenzo Marcucci contro la collega consigliera Ilaria Morghen (ieri presente alla conferenza), alla richiesta di Sindacarie da parte del gruppo di Tommaso Mantovani e al rifiuto preventivo, in caso di mancate Sindacarie, di sostenere la lista di Laboratorio civico espresso dai Grilli Estensi. L’ex magistrato parte da una posizione di vantaggio rispetto ad altri papabili, proprio perché ha già rappresentato l’intero movimento ferrarese, alle Politiche, e anche per questo ha chance maggiori di ottenere la certificazione dallo staff.


«Se parteciperemo alle Sindacarie in caso di richiesta di altra lista? Solo se a chiedercelo saranno i vertici romani, non il gruppo consiliare - ha chiarito lo stesso Roi - Non posso essere sottoposto al giudizio di un gruppo frazionista, sono però pronto al dialogo con tutti sui programmi perché è importante che l’intero movimento ferrarese si riconosca nella mia candidatura». Primo incontro con gli elettori il 7 marzo al bar Gallery.

Sicurezza e giustizia. «Mi è piaciuto del gruppo di Ferrara che non si cercano alleanze: i nostri alleati sono i cittadini - ha chiarito l’ex magistrato - Il nostro faro sono l’ambientalismo e la giustizia sociale. Per la sicurezza ho una ricetta per nulla vicina a quella di Salvini: non dimentichiamo che la Lega per 25 anni ha fatto le leggi vergogna con Berlusconi. Mai farei propaganda speculando sulle persone in difficoltà». E la sicurezza? «Va coniugata con legalità e giustizia, senza differenze di nazionalità. A Ferrara ci sono problemi di sicurezza maggiori che a Imola - conclude Roi - e la ricetta è tornare sul territorio con buone pratiche. Interverremo subito sull’abuso di alcol tra i giovani, e per gli stupefacenti bisogna distinguere tra droghe pesanti e leggere». —

Stefano Ciervo

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