Mancano i filtri speciali per la pulizia del sangue: salta la terapia 

Il reclamo di un paziente affetto da vasculite autoimmune «I ritardi della burocrazia negano il mio diritto alla salute, senza queste cure la mia non è vita» 

FERRARA.  Da diciotto anni lotta contro una malattia autoimmune invalidante, la vasculite leucocitoclastica con eritema nodoso, una patologia che si manifesta con ponfi rossi dolorosi e che nei momenti acuti arriva a compromettere la funzionalità degli arti inferiori e a costringere a notti insonni a causa dei dolori alle gambe.

Corrado Spigardi, 52 anni, odontotecnico di Reggio Emilia, dieci anni fa aveva trovato all’ospedale Sant’Anna di Ferrara una terapia capace di restituirgli la serenità di una vita normale, una particolare filtrazione del plasma attraverso macchine trasfusionali dotate di sofisticati filtri. Ma da tredici mesi, spiega, questa cura ha perso gran parte dei suoi benefici per la (momentanea) indisponibilità di questi filtri speciali, e le lungaggini burocratiche che ne ritardano il rifornimento.


La terapia. «Da dieci anni con cadenza bi-trisettimanale mi sottopongo a leucoplasmafiltrazione nel reparto trasfusionale dell’ospedale Sant’Anna, prima in corso Giovecca e poi a Cona - racconta lui stesso - Ho scoperto quasi per caso l’esistenza di questa eccellenza sanitaria, trovando nel personale del reparto trasfusionale grande professionalità e umanità. Questo tipo di trasfusione, con l’impiego di filtri speciali è praticato solo a Ferrara, e in dieci anni di terapia ho riscontrato concreti miglioramenti nel mio stato di salute. La mia malattia non ha evidenti manifestazioni esteriori, ma può diventare molto limitante (Spigardi ha un’invalidità riconosciuta del 75%) e dolorosa. Problemi che la cura presso Cona avevano alleviato in maniera consistente».

Scorte esaurite. Questo fino a gennaio del 2018, quando i filtri speciali vengono a mancare per l’esaurimento delle scorte in dotazione. «Inizialmente mi era stato assicurato che si sarebbe provveduto a un nuovo rifornimento entro l’estate, ma nell’autunno successivo i filtri speciali ancora non erano arrivati. Nel frattempo continuavo a sottopormi al lavaggio del sangue, ma senza quei filtri i benefici sono molto più limitati». Il 22 novembre del 2018 Spigardi espone la sua situazione in un reclamo all’Urp dell’azienda S.Anna.

Quest’ultima, nella sua risposta, conferma sì di aver «provveduto all’inserimento del prodotto nella programmazione regionali degli acquisti per l’anno 2018», ma al tempo stesso spiega che «è necessario attivare un particolare iter burocratico, che coinvolge la Commissione per la valutazione tecnica del dispositivo e la Direzione Economale per l’acquisto del prodotto. Una procedura dalla tempistica non breve». Al punto che a oggi, a fine febbraio, i filtri non sono ancora arrivati. «Possibile che il diritto alla salute, non solo mio ma di altri pazienti, debba essere negato dalla burocrazia?», si sfoga Spigardi, che per far valere le sue ragioni si è rivolto anche al Tribunale del Diritti del Malato. «Quelli che per l’azienda possono essere tempi burocratici, per noi pazienti sono ritardi insopportabili». —

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