Niente assunzione per le diplomate: ritorno al precariato per 60 maestre

Scuola, tante le ferraresi di ruolo “licenziate” dal Consiglio di Stato. Duecento docenti ora sperano nel concorso riservato

FERRARA. Le maestre con diploma magistrale conseguito prima del 2002 sono escluse dalle Graduatorie a esaurimento, ovvero gli elenchi da cui attingere per le assunzioni a tempo indeterminato.

200 maestre.  Per le insegnanti magistrali il verdetto del Consiglio di Stato in adunanza plenaria si traduce in una sola parola: precarietà. In tutto il Ferrarese la sentenza si abbatte su duecento maestre, e di queste una sessantina in questi ultimi anni aveva ottenuto l’agognata assunzione, dopo anche vent’anni di supplenze. Docenti che ora passeranno nelle graduatorie di istituto di seconda fascia, il “serbatoio” dei supplenti.


I concorsi. Le strade, per le maestre escluse dalle Gae, adesso sono due, come spiega Hania Cattani dalla Flc-Cgil: «Chi ha i requisiti, ovvero il possesso del titolo e almeno due annualità di servizio, può partecipare al concorso regionale riservato per poter entrare nelle Gae. Il concorso è già stato bandito, la data deve essere fissata, e ci risulta che tutte le maestre ferraresi in possesso dei requisiti si siano iscritte. Ma ci sono anche diplomate magistrali che non hanno maturato i due anni necessari, alcune decine nella nostra provincia, e che dovranno invece attendere il concorso ordinario, ancora da bandire».

Ma anche l’ancora di salvezza del concorso riservato regionale, interviene per la Cisl Scuola Alessandra Zangheratti potrebbe avere tempi più lunghi del previsto: «A quanto ci risulta ci sono difficoltà a insediare le Commissioni, per l’impegno e le responsabilità che comporta il ruolo di commissario anche in rapporto alla retribuzione. A questo bisogna aggiungere che gli anni di servizio richiesti devono essere maturati solo nelle scuole pubbliche, non in quelle paritarie, con conseguenti ulteriori esclusioni Ogni caso ha una storia a sé e questa sentenza, in larga parte prevedibile dopo gli ultimi pronunciamenti negativi, ha innescato la classica “guerra tra poveri”».

I tempi. Va comunque precisato che la sentenza del Consiglio di Stato non avrà effetti immediati e “globali”: premesso che non ci saranno interruzioni nell’anno scolastico in corso, va ricordato che il Tar, a seguito dei ricorsi presentati in tempi diversi dalle maestre a rischio esclusione, aveva deciso in via cautelare di includerle tutte con riserva nelle Gae, in attesa delle sentenze di merito. Queste ultime sono state fissate in date diverse, e sarà questo calendario a scandire, volta per volta, il destino (peraltro segnato) delle maestre delle scuole d’infanzia e primarie.

Precariato cronico. Ma se lo svuotamento delle Gae non sarà immediato, non per questo, sottolinea Hania Cattani, il problema sarà meno sentito: «La Flc Cgil si sta battendo per la stabilizzazione dei docenti precari di tutti gli ordini scolastici. Così come avviene con le maestre, sono i supplenti a portare avanti la scuola. L’esaurimento delle Gae ha fatto sì quest’anno che 150 posti di ruolo liberi e vacanti fossero coperti proprio dai precari, moltissimi dei quali hanno già maturato i 36 mesi di servizio dopo i quali, di diritto, dovrebbero essere assunti secondo una disposizione europea. Proprio la mancata stabilizzazione dei precari è costata ha comportato nel 2014 la condanna dell’Italia da parte della Corte di Giustizia europea». —


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