Salva grazie a chi le ha donato il midollo: «Il mio angelo si chiama Fabrizio Frizzi»

Valeria Favorito ha portato la sua testimonianza a Jolanda. Un racconto molto toccante: mi sono ammalata a 11 anni, però adesso sono qui 

JOLANDA DI SAVOIA. Insieme avevano sconfitto una grave malattia, insieme avevano festeggiato due compleanni, dopo essersi conosciuti a Verona in occasione di una partita del cuore del 2006 e ormai erano diventati amici per la pelle, o come diceva Fabrizio Frizzi, “fratelli di sangue”. Proprio così, perché la storia di Valeria Favorito, trentenne veneta, è quella di una giovane donna che a 11 anni, nel pieno dell’adolescenza, ha dovuto fare i conti con il dramma di una malattia gravissima, dalla quale è guarita grazie ad un gesto d’amore dello stesso Frizzi, il quale le ha donato il proprio midollo osseo.

Il suo angelo


Il 2 settembre scorso Valeria, una ragazza minuta con un’energia e una forza di carattere straordinarie, ha coronato il proprio sogno d’amore, sposando Federico, e tenendo accanto a sé la sedia vuota, avvolta da una ghirlanda di fiori bianchi, la quale sarebbe toccata al testimone di nozze, il suo “fratellone” Fabrizio.

Lui, il suo «angelo sulla terra», come Valeria continua a chiamare Frizzi, si era purtroppo trasformato troppo presto in un angelo in cielo, poiché era deceduto qualche mese prima, il 26 marzo 2018. «La sua scomparsa è stata un fatto del tutto inatteso – racconta Valeria –, ci eravamo visti ai primi di marzo. Dovevo prepararmi per il matrimonio e ci tenevo che venisse. Era un papà speciale».

Il racconto

Valeria Favorito ha esposto la propria testimonianza di vita, riscattata per ben due volte dalla leucemia, proprio attraverso il trapianto di midollo osseo, davanti alla folla numerosa dei fedeli, accorsi ieri mattina nella chiesa di Jolanda di Savoia, per assistere alla messa della domenica. Don Mauro, amico della famiglia della giovane, che ha trasformato la propria esperienza di vita in una missione, per diffondere il valore del dono del midollo osseo, anziché pronunciare l’omelia, ha lasciato la parola a Valeria. Con il suo racconto la ragazza ha spalancato il cuore dei fedeli.

«Avevo 11 anni, dovevo cominciare a frequentare le scuole medie – ricorda Valeria –, ad un tratto, la mia vita cambia bruscamente. Stavo male, sempre peggio e a novembre non riuscivo più ad andare a scuola»

Ben presto si scopre la verità. «Ricevetti la prima sacca di sangue la sera stessa del ricovero – prosegue Valeria – e il giorno successivo arrivò anche la chemioterapia, che non fece effetto. I medici disposero la necessità di un trapianto urgente, però mio fratello e mia sorella erano compatibili tra loro, e non con me».

Prende il via una corsa contro il tempo, mediate la verifica di tutti i registri italiani dei donatori di midollo osseo iscritti all’Admo. Siamo a marzo del 2000, ma solo la domenica 21 maggio si arriva al trapianto.

«La persona continuava a rinviare – va avanti la giovane veronese – e da lì ho capito che doveva essere un personaggio famoso, anche perché quando i medici hanno sollecitato, perché ormai ero in fin di vita, ha voluto sottoporsi al prelievo di midollo di domenica».

Il donatore

Dopo circa dieci giorni, in tv, nel programma “Per tutta la vita” su Rai 1, Romina Power raccontò che Fabrizio Frizzi - che conduceva con lei il programma - aveva compiuto un gesto nobile, donando il midollo.

«Gli indizi c’erano tutti, si sapeva che il donatore era un umo di 41 anni, di Roma. Valeria, una volta ristabilitasi, vuole conoscere il suo salvatore e scrive una lettera anonima al centro trapianti di Genova. L’incontro avviene nel 2006 a Verona, durante la partita del cuore. «Quello è stato l’abbraccio più bello della mia vita – conclude Valeria –; Fabrizio è la persona che mi ha dato la vita». —

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