Alan Fabbri, candidato del centrodestra senza filtri: «Dialogo aperto con quattro civici I problemi con loro ce li ha il Pd»

L'uomo del carroccio inaugura un altro tour e lo slogan Ferrara Cambia.  La promessa: rimetteremo in sesto un chilometro di Mura all’anno. Sfida sugli azzerati 

L’intervista

Non si è ancora completato il quadro dei suoi rivali alla corsa a sindaco, e nemmeno il puzzle delle alleanze che lo sosterranno, ma Alan Fabbri non si mostra preoccupato di un panorama frammentato come mai. Il candidato del centro destra prova anzi ad approfittarne, sfidando al dialogo proprio quei civici che potrebbero sottrargli voti nel confronto con Aldo Modonesi, oltre a lanciare un nuovo tour tra i luoghi di ritrovo di città e frazioni.


Questa proliferazione di civici può diventare un problema per i candidati dei partiti come lei?

Per certi versi sarà più facile confrontarsi sui temi. Io avanzo la disponibilità a dialogare con i civici “reali”, escludendo quindi l’assessore Fusari e il candidato di Ferrara concreta, che esprime un assessore, un consigliere di maggioranza e la presidenza Sipro. Mi riferisco quindi a Giorgio Ferroni, Riccardo Forni, Piero Giubelli e anche Andrea Firrincieli, se come leggo si candiderà. Il colonnello dei carabinieri non lo conosco personalmente, ma ha fatto sicuramente cose importanti per la città e quindi guardo al suo progetto, al di là dei giochini Pd. Credo che avranno più problemi loro, la segretaria Baraldi aveva sconfessato l’assessore Modonesi per aprire ai civici, come se l’esperienza Tagliani fosse qualcosa di cui vergognarsi. Poi la marcia indietro. Ma a tutti i candidati vorrei lanciare un appello.

Di che tipo?

Parteciperò al presidio degli azzerati Carife, sabato, e vorrei che tutti sottoscrivessimo un accordo per aiutare in tutti i modi possibili questi risparmiatori ad ottenere velocemente i rimborsi.

A proposito di civici, la lista di Andrea Maggi è appena nata ma sembra prendere più spazio al suo fianco di partiti come FI e Fdi.

Può attirare l’elettorato moderato di centro, del resto è l’espressione di professionisti, universitari, giovani, che si unisce alla nostra classe dirigenziale. Il 14 marzo li vedrete alla cena del Cus. Ferrara Cambia (il nome della civica, ndr) sarà comunque lo slogan della mia campagna elettorale, che riprende con il tour di coalizione (martedì dalla caffetteria Toselli di San Martino, ndr) “Piacere, chiamami Alan”. L’ho scelto io per dare un messaggio forte di discontinuità con il Pd, così autoreferenziale e poco disponibile ad ascoltare i cittadini.

Lei ha parlato di classe dirigenziale pronta: ma di volti leghisti, a parte Naomo Lodi, non ne avete ancora presentati. Perché?

È ancora presto per le liste. Posso dire che al lavoro per la scrittura del programma c’è Sandro Mazzatorta, già sindaco leghista di Chiari e oggi a Unife. Prima di depositare il programma, tra l’altro, faremo un passaggio con le associazioni di categoria e stiamo raccogliendo il contributo dei cittadini attraverso molte mail e contatti diretti: la maggioranza parla di bus.

Qualche punto programmatico forte, allora?

Bene le grandi opere, ma l’idea di fondo è un grande piano straordinario... delle manutenzioni ordinarie, la città ne ha bisogno. Ci prendiamo l’impegno di rimettere in sesto le Mura, che fanno parte dell’identità di Ferrara: ne sistemeremo un chilometro all’anno. I fondi del Meis? Sono convinto che arriveranno, c’è stato un problema alla Soprintendenza che sarà risolto. Come pure vanno fatte Cispadana e Ferrara Mare. E noto che per Tagliani e il Pd il taglio dei 18 milioni di fondi periferie era motivo di mobilitazione pubblica, mentre la notizia del loro ripristino l’ho letta solo sul vostro giornale, con una comunicazione dell’assessore. Bene, comunque, quei lavori.

Al momento del taglio, però, Lodi aveva plaudito.

Non so, dico che quando si portano risorse a una città è sempre un bene, certo i soldi vanno gestiti al meglio.

La preoccupa essere un po’ al centro degli attacchi, in questa campagna elettorale?

La campagna elettorale sarà dura, ma governare, nel caso, anche di più. Sono stato anche etichettato dal candidato Pd come ignorante, nella vicenda del ponte: faccio presente che sono ingegnere e ho anche la patente. Più cercano di demolirmi, più mi aiutano. Di là del resto non vedo persone così note: che Fusari facesse l’assessore l’ho saputo al momento della candidatura a sindaco, Vaccari è un altro assessore del quale nulla sapevo fino a poco fa. Le nostre liste le presenteremo il 26 aprile e lì vedrete. —

Stefano Ciervo

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