Il Pd vuole resistere all’assedio leghista. M5s terza forza e civici per tutti i gusti

Nei tredici comuni chiamati a rinnovare sindaci e consiglieri i candidati si mettono in fila, tra certezze e incognite

FERRARA. Mancano poco più di due mesi al voto amministrativo che, a meno di sconvolgimenti, si svolgerà in concomitanza con le europee di domenica 26 maggio. Al voto andranno 13 dei 21 comuni ferraresi, capoluogo compreso.

Il modulo di gioco è chiaro: Pd e centrosinistra a difesa delle giunte in carica (che sono la maggioranza), Lega e centrodestra all’attacco con l’obiettivo di espugnare qualche fortezza avversaria, Movimento Cinque Stelle con l’idea contropiede per incunearsi tra i due blocchi. E l’incognita liste civiche, mare magnumsolo in parte esplorato che può scompaginare le carte.


CENTROSINISTRA

Nei tre comuni sopra i 15mila abitanti, la parola d’ordine è “continuità” per la coalizione del Pd. Con quel tanto di innovazione necessaria per sfuggire alle insidie dell’eventuale ballottaggio. Così a Ferrara e Copparo spazio ad assessori uscenti, Aldo Modonesi e Diego Farina; ad Argenta tocca al vicesindaco Andrea Baldini.

Nell’ex Mandamento Laura Perelli da ultimo sindaco della storia di Formignana punta a “salire” fino a Tresignana. Ormai certo Andrea Zamboni portabandiera a Riva del Po. A conferma delle cittadelle assediate si schierano Elena Rossi (Ostellato) e Gianni Michele Padovani (Mesola) che è l’unico primo cittadino ricandidabile per un secondo mandato assieme a Sabina Mucchi (Fiscaglia) la quale non ha ancora sciolto il nodo sul tentativo di bis. Dovrebbe essere l’ex vicesindaco Davide Bigoni a correre a Lagosanto. Già in campo, a Poggio Renatico, Pino Malaguti. Attese a breve novità per Jolanda e Voghiera.

CENTRODESTRA

Poche storie: la grande impresa la tenta il leghista Alan Fabbri a Ferrara. I salviniani sono la forza di punta di una coalizione che vuole andare unita ovunque, anche se tengono per sé i ruoli guida, dove possibile. Ecco quindi tre leghisti “doc” come Ottavio Curtarello (Argenta), Fabrizio Pagnoni (Copparo) e Alessandro Grandi (Fiscaglia).

Occhio però che la linea dei “verdi” è ad ampio raggio: in sintesi, “appoggio a tutti i sindaci uscenti che non siano del Pd”. Quindi sì ad Andrea Brancaleoni (ex Tresigallo per Tresignana) e Daniele Garuti (Poggio Renatico). Ma con buona probabilità anche a Paolo Pezzolato (Jolanda, sponsorizzato da Elisa Trombin, a fine mandato) e addirittura a Lagosanto a Maria Teresa Romanini (ex Pd, ma che pure guarda verso sinistra) con cui ci sono stati contatti. Logico a questo punto sarebbe pure un appoggio alla ricandidatura di Chiara Cavicchi a Voghiera.

Quanto alle novità, ecco Eleonora Tampieri (Ostellato). Poi due situazioni complicate, viste le scaramucce territoriali a Mesola e Riva del Po: in pole position ci sono rispettivamente Luciano Tancini (Forza Italia) e Maria Cristina Felisati (ex Fi).

MOVIMENTO 5 STELLE

In casa grillina è caos assoluto a Ferrara: divisioni e conflitti fanno lievitare liste e candidati, in attesa della certificazione dai piani alti del movimento. Risultato? Tutti deboli in partenza, sia Ezio Roi (già presentato ufficialmente dal Laboratorio Civico) sia il gruppo Cittadini 5 Stelle nato attorno a Tommaso Mantovani.

Più razionale il percorso seguito nelle uniche due realtà del resto della provincia dove i pentastellati saranno in campo. Luca Bertaccini ad Argenta è uscito dalle “sindacarie” (e la certificazione è già nel cassetto): ci riprova dopo il tentativo del 2014. Mentre il nome di Monica Caleffi ha messo d’accordo gli attivisti di Copparo.

LISTE CIVICHE

A Ferrara la campagna elettorale era ancora lontana dall’aprirsi che due civici, dalle simpatie di destra, si erano già candidati: Giorgio Massini e Francesco Rendine. Già liquefatto invece il polo che avrebbe dovuto unire con un nome unitario Giorgio Ferroni, Piero Giubelli e Roberta Fusari e Italia in Comune, anche se Alberto Bova non demorde. Mentre sul versante sinistro potrebbe esserci un unico portacolori per Addizione Civica-Battito della città-La città che vogliamo, ma l’eventuale unità è ancora tutta da chiarificare.

Altre liste civiche nel capuologo, ad Argenta e Copparo corrono affiancate ai partiti, mentre in provincia c’è l’effetto contrario sulla base della legge elettorale per cui sotto i 15mila abitanti ogni candidato sindaco è appoggiato da una sola lista: quindi sono i partiti, spesso, a “incapsularsi” nelle civiche.

Già in campo Pietro Franesi (ex Pd, a Copparo), Fabio Tosi (anche lui ex Dem e vicesindaco uscente) a Fiscaglia, dove scalpita pure Roberto Manzoli. Sicura Daniela Simoni a Riva del Po, dove si dà per quasi certa anche la corsa di Antonio Giannini (ultimo sindaco di Ro, in rotta col Pd). A Jolanda vicina alla candidatura Gabriella Della Cecca, come a Tresignana Paola Marchi.

Già detto delle sindache a caccia di conferma Cavicchi a Voghiera e Romanini a Lagosanto, una figura inossidabile è quella di Riccardo Bizzarri a Masi Torello: rischia di fare il pieno in quanto su di lui dovrebbero convergere sia Pd che Lega. Si conta che un avversario possa spuntare dalla lista Insieme per Masi (già presente all’opposizione in consiglio), altrimenti gli rimarrebbe da sconfiggere solo il quorum: in caso di candidatura unica, serve che almeno la metà dei votanti si rechi alle urne, pena la nullità dell’esito. Quella sì che sarebbe una beffa. —