«Il Ministero ci fa perdere i fondi pubblici». Comune al Tar contro lo stop ai Diamanti

La Soprintendenza ha dato un via libera solo parziale ai cantieri, per la giunta è considerato un “eccesso di potere”

FERRARA. Il Comune di Ferrara apre una contesa giuridica sul progetto di qualificazione di Palazzo dei Diamanti, bocciato com’è noto dalla Soprintendenza regionale alle Belle arti. È dei giorni scorsi, infatti, la decisione di presentare un ricorso al Tar contro la «mancata autorizzazione del Mibac» sul progetto, anche se in realtà la questione ha avuto sviluppi sottotraccia dopo i clamori dello scontro politico tra il ministero, sostenuto da Vittorio Sgarbi, e il sindaco Tiziano Tagliani, e la posizione di partenza della controversia legale è più articolata di come viene sunteggiata dai documenti di giunta.

Soldi a rischio


Il motivo della decisione di ricorrere al Tar, da come emerge dalla delibera del 12 marzo, è da ricercarsi nel fatto che l’ostacolo posto dal Mibac «non consente all’amministrazione di aggiudicare i lavori entro il 2019, con conseguente danni economici da ascriversi anche alla perdita dei finanziamenti ministeriali». Si tratta di quei 3,5 milioni messi a disposizione dai fondi del Ducato Estense, che servono a realizzare l’intero intervento. Si parla quindi della ristrutturazione di alcune sale interne del palazzo e dei nuovi servizi funzionali all’attività espositiva, oltre all’intervento che aveva scatenato la polemica, cioè la copertura del tunnel nel giardino che secondo il ministero integrava una vera e propria addizione strutturale.



Le due parti del progetto vengono trattate in maniera diversa dalla autorizzazione condizionata redatta dalla Soprintendenza, oggetto appunto del ricorso al Tar. Il documento giunto a Palazzo Municipale il 27 febbraio, infatti, prevede infatti «un’autorizzazione con prescrizioni per quanto riguarda i lavori di restauro e riqualificazione dell’esistente», cioè la prima parte del progetto; mentre «è stata disposta una sospensione della valutazione per quanto riguarda il nuovo volume del padiglione di connessione/espositivo nel giardino».

Evidentemente questa sospensione è stata giudicata a Palazzo Municipale come uno stop sostanziale, non sbloccabile a breve e tale da pregiudicare anche l’impiego dei soldi pubblici per la prima parte del progetto.

«Illegittimi e lesivi»

La giunta si è avvalsa del parere di Natascia Frasson, la dirigente comunale che ha curato l’iter del progetto, secondo la quale i provvedimenti del Mibaè attaccabili al Tar in quanto «illegittimi e lesivi degli interessi dell’amministrazione». Illegittimi, scrivono sindaco e assessori, «sotto il profilo del vizio di legittimità ed eccesso di potere», dando mandato all’avvocatura civica di procedere.

Integrazioni inutili

La decisione arriva dopo la presentazione da parte del Comune delle integrazioni richieste dalla Soprintendenza con l’atto del 18 gennaio, quello dello stop alla passerella. In quel documento, tra l’altro, si contestava «la presunta incompatibilità erroneamente dichiarata» sull’addizione volumetrica. —


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