Appalti Ferrara Fiere, si indaga sui lavori del dopo terremoto

L’ipotesi di truffa sulla base dell’esposto di un ex fornitore Parisini: «Massima collaborazione, attendiamo sviluppi» 

Tra gli appalti sotto la lente di ingrandimento della procura, nella gestione degli appalti di Ferrara Fiere, c’è anche quello della ricostruzione post-terremoto: la messa in sicurezza dei padiglioni.

Acer, ente appaltante


Appalto che coinvolse anche Acer (l’azienda Casa) poiché quest’ultima gestì la gara d’appalto come ente appaltante (documenti, commissione, aggiudicazione), mentre i lavori poi vennero seguiti dallo stesso ente Fiera. «Abbiamo dato tutta la collaborazione richiesta dagli inquirenti – spiegava ieri il direttore Diego Carrara – nel nostro ruolo di stazione appaltante, altro non sappiamo». Appalto, ribadiva ieri una fonte alla Nuova, già ampiamente monitorato dal sistema Sfinge della Regione Emilia Romagna per i fondi del dopo terremoto. Ora questa verifica ulteriore di procura e carabinieri: che hanno preso i documenti con “acquisizione documentale” e non sequestro, senza notificare atti giudiziari in cui vengano spiegati ipotesi di reato e motivi dell’indagine. Saperne di più dalla procura non è possibile: «L’indagine è aperta da mesi, sono in corso indagini, stiamo facendo verifiche», fa sapere il capo dell’ufficio giudiziario, Andrea Garau, che non va oltre.

Indagine che si è allargata alla gestione degli appalti di Ferrara Fiere sulla base dell’esposto di un imprenditore, ex fornitore, che in 60 pagine fa rilievi che ora gli inquirenti stanno verificando. Così, i carabinieri del Reparto investigativo su delega del pm Alberto Savino, dal dicembre scorso hanno iniziato a raccogliere documentazione sulla gestione degli appalti, ma da quanto si apprende, nulla è stato ancora depositato in procura.

Atti obbligati

Procura che ha iscritto il caso a registro con ipotesi di reato di truffa (ma potrebbe cambiare) e con alcuni indagati: tutti atti obbligati. Indagati che al momento non sanno di esserlo, poiché non è stato notificato loro nulla. Come conferma lo stesso presidente Parisini, che alla notizia dei consiglieri comunali di una commissione consiliare, la liquida così: «Si vuole far un processo politico ancora prima di quello giudiziario». Mentre il suo legale, Riccardo Caniato è lapidario: «abbiamo fornito collaborazione alla richiesta di documenti, attendiamo, serenamente, gli sviluppi dell’indagine». –

Daniele Predieri

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