Raccolta rifiuti, calotte “digerite” dai ferraresi. Ora la campagna anti-abbandoni

Gradimento al 70%, 50 occupati e 1 milione di euro in più. Fototrappole e guardie in 60 siti. Ma Bologna fa con gli sportelli

FERRARA. A distanza di più di un anno dalla loro introduzione, pare proprio che le calotte con tanto di tessera smeraldo siano riuscite a farsi voler bene dai ferraresi. È salito infatti a livelli considerati gratificanti dagli esperti, cioè attorno al 70%, l’indice di gradimento del nuovo sistema di raccolta, dagli sprofondi che aveva toccato al momento della sua introduzione, nell’autunno 2017. Intanto i risultati misurati da Hera in materia di differenziata, recupero e costi premiano la scelta delle calotte, anche se resta il problema degli abbandoni, che 100 multe finora elevate non è riuscito a stroncare, e il modello ferrarese sarà esportato a Bologna ma con le calotte sostituite da uno sportello richiudibile a pedale.

Percezione migliorata


Quota 70% sui vantaggi della nuova modalità di raccolta rifiuti, tra «molto vantaggiosa» (22%) e «abbastanza vantaggiosa», è stata toccata tra l’1 e il 7 febbraio scorso, quando Cfi group per conto di Hera è tornato a sentire lo stesso campione di cittadini che nel 2017 si erano fermati al 54% di giudizi positivi. I contrari, dopo un anno di uso delle calotte, sono scesi dal 25 al 15%. I «complessivamente soddisfatti» delle calotte sono passati dal 59 al 69%, mentre per il 63% dei ferraresi il costo del servizio è giusto. «Si tratta della percentuale più alta mai registrata nei nostri territori - ha detto Alberto Santini, responsabile ambiente Hera per Modena e Ferrara - di solito siamo al 50%: significa che la tariffa puntuale, basata cioè su quanto si produce, è percepita come un passo avanti». Il giudizio positivo vola poi alle domande sull’impatto per l’ambiente, mentre quel 19% di utenti che non ce l’ha fatta a stare dentro il numero di conferimenti gratuiti d’indifferenziato è bastato al Comune per rinviare al 2020 il taglio del bonus.

Un milione in più

L’86% di raccolta differenziata raggiunta in appena un anno e mezzo, partendo dal 63%, è un record: «Non ci sono altri capoluoghi al di sopra dei 100mila abitanti con questi numeri» ha fatto presente Santini. I chilogrammi d’indifferenziata sono crollati a 90 a testa, e anche la qualità della differenziata non è male. Lo dimostrano, sottolinea Hera, gli incassi dai consorzi di recupero, che in un anno sono passati da 1,5 a 2,5 milioni di euro. Bisogna tenere conto che le 14mila tonnellate di organico raccolte (dalle 6mila precedenti), sono dirottate sul nuovo impianto di Sant’Agata, che produce 7,5 milioni di metri cubi di biometano. Dell’indotto dell’economia circolare fa parte anche l’occupazione creata dalle calotte, «stiamo parlando di 50 posti di lavoro in più, una media azienda - è il conteggio dell’assessore Caterina Ferri - di qualità superiore a quelli prodotti dal porta a porta. Anche le associazioni economiche hanno fatto la loro parte».

La piaga abbandoni

A livelli «patologici» restano gli abbandoni, che però «sono un problema di tutti, compresa la forlivese Alea che fa il porto a porta» ha annotato Ferri. Non sono bastate le multe in flagranza finora comminate, restano una sessantina di isole ecologiche particolarmente bersagliate: zone di confine comunale come Corlo, le vie Indipendenza e Isola bianca a Pontelagoscuro, ma anche in città vicino alle residenze universitarie. Qui saranno piazzate le fototrappole fisse, in grado di fotografare la targa delle auto e risalire quindi all’identità di chi abbandona. Si parla di quantitativi limitati, l’1% delle 1.000 tonnellate d’indifferenziata, ma chiaramente l’impatto è enorme. Di giorno gireranno anche due nuovi accertatori di Hera, «rinnoviamo la convenzione con le due associazioni di ecoguardie volontarie e faremo educazione ambientale. In ogni caso - ha sottolineato l’assessore al Decoro urbano, Aldo Modonesi - gli abbandoni sono in calo e di tutti questi risultati va reso merito ai ferraresi».

Interramenti

L’assessore al Decoro urbano, delega che non compare tra quelle “ufficiali”, spenderà 60mila euro per «la progressiva sostituzione in cenro dei cassonetti dell’indifferenziata con isole interrate: si comincia con piazza Cortevecchia, in coincidenza con l’apertura del parking Borgoricco, poi piazza Verdi». —

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