Le ossa di una ragazza nel bosco dei senzatetto. Il suo nome dal cellulare

I carabinieri l’hanno già identificata: 30enne ferrarese, scomparsa a settembre. I resti con effetti personali scoperti nell’area di via Caldirolo, tra tante siringhe 

Giallo nel sottomura, trovate ossa umane

FERRARA.Calzava scarpette da ginnastica rosa, pantaloni della tuta celeste, mentre il tronco del corpo era avvolto in un giubbotto. E avrebbe già un nome, la ragazza il cui scheletro è stato trovato ieri nel boschetto che si vede nel Sottomura di via Caldirolo e che nasconde a tutti quelli che passano il dramma che si è consumato. Qui dentro, dopo sei mesi dalla scomparsa della ragazza, con problemi psichiatrici, hanno trovato ieri i resti del suo corpo, le ossa ormai scarnificate dal tempo e dagli animali. Le hanno trovate i volontari di Legambiente che stavano pulendo il Sottomura: dopo aver finito di farlo nell’area verde aperta hanno pensato di addentrarsi in questa radura di arbusti e piccoli alberi, qui l’amara sorpresa.



DRAMMA TRA I RIFIUTI
Una volta dentro hanno trovato di tutto: pneumatici, televisori abbandonati, piastrelle da costruzione, un deposito di rifiuti abusivi. Poco più vicino confezioni di tortellini scadute, formaggio ancora in busta, bottiglie di vino piene, un plaid attaccato ai rami ad asciugare. E tra tutto questo, tra decine e decine di siringhe sparpagliate (e usate) i resti della donna. Uno dei volontari aveva visto una 15ina di paia di scarpe e si è avvicinato ad una di queste, rosa ginniche e l’ha alzata, tirandosi dietro anche la gamba avvolta nel pantalone della tuta celeste. Attorno, però, ha intravisto le altre ossa: il tronco interrato avvolto da un giubbotto, il cranio a parte e altre sparse, nei pressi del fossato che attraversa la radura di boscaglia. Dove è morta, probabilmente annegata, perché quel fossato si riempie d’acqua portata dal canale che esce dalle mura. Queste le prime indicazioni, in mano ai carabinieri che sono giunti con l’unità della scientifica sul posto e hanno iniziato i rilievi fino in tarda mattinata. Lo scheletro è pressoché completo, segnale che la ragazza è morta qui dentro: si è ipotizzato anche per una overdose, vista la presenza di una 40ina di siringhe trovate dai volontari di Legambiente, ma dalle prime indagini, sarebbe esclusa questa ipotesi, poiché la ragazza non faceva uso di droghe. Per aver la certezza sul nome che i carabinieri hanno dato ai poveri resti trovati, occorreranno tuttavia esami approfonditi, primo tra tutto la comparazione del Dna, estratto sui resti e quello dei familiari che ne avevano denunciato la scomparsa. Occorre anche ricordare che un allarme era stato lanciato diversi mesi fa (ad ottobre) dai vicini delle case di fronte alla piccola boscaglia, per i forti odori e pungenti, che poi si erano attenuati e i spariti nel tempo.



NESSUNA VIOLENZA
Le indagini sono in corso, fino al tardo pomeriggio di ieri i carabinieri hanno verificato e incrociato i dati, letto soprattutto il cellulare che ha indicato la traccia per arrivare al nome della ragazza: il magistrato di turno (la pm Ombretta Volta) è stato informato e le prime perizie medico legale verranno ordinate già domani. Dal primo esame non vi sono segni sulle ossa, che possano far pensare ad una morte violenta. E’ possibile, che possa essere annegata in seguito ad un malore. Le risposte si avranno da domani dalla medicina-legale. Che potranno confermare il nome di una ragazza che si era persa ed è morta nel boschetto, tra senzatetto e tossicodipendenti. —

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