Stop al bilancio, a vuoto l’appello del sindaco

Dopo mesi di tensioni salta l’approvazione in un consiglio comunale di fuoco. Casa Mesola: tutti a favore per l’ampliamento

MESOLA. Casa Mesola “vola” , il bilancio comunale nemmeno decolla. Ieri sera, in un “chilometrico” consiglio comunale - ben 26 punti da discutere, potrebbe anche essere stato l’ultimo di questa legislatura -, l’assise trova addirittura l’unanimità sull’approvazione del progetto di ampliamento di Casa Mesola, il locale colosso agricolo, che, grazie a un contributo comunitario di 250.000 per la ristrutturazione di un ex essiccatoio del tabacco presente nella sede di via Bassalunga a Bosco, ospiterà una nuova area di lavorazione della cooperativa, la sede di un’associazione e alcune aule didattiche.

Invece, i due schieramenti, con sei consiglieri per parte, si spezzano nuovamente, dopo sei mesi di contrapposizione e tribolazioni dalla notte della “fuoriuscita” degli ex consiglieri di maggioranza Michele Gatti e Sergio Vassalli (passati all’opposizione), sulla votazione del bilancio “arenatosi” in un perfetto pareggio: 6-6.

Le schermaglie

Dopo un’interrogazione di Primo Marchetti, “ex minoranza”, sul disagio che la prossima chiusura dello sportello Bper di Ariano provocherà ai residenti, a cui il sindaco Gianni Padovani ha cercato di ovviare con la richiesta a Poste Italiane di prolungare l’orario del proprio ufficio e attivare uno sportello Atm, l’assise è passata a dibattere della variante urbanistica del progetto di ampliamento e cambio d’uso di alcuni locali di Casa Mesola. A parte le rimostranze che Marchetti e Luciano Tancini, anch’egli ex minoranza, hanno fatto al sindaco per aver portato l’argomento in discussione solo a fine legislatura ed usarlo come jolly per l’ormai imminente campagna elettorale, le due fazioni hanno votato all’unanimità “il via” al progetto.

Bilancio stop

Lo scontro, a tratti vibrante e figlio di mesi di frizioni e rinfacci, è scoppiato dopo la lettura da parte di Padovani di una lettera, in cui ha chiesto all’opposizione un atto di responsabilità al fine di non opporsi all’approvazione del bilancio, pena la perdita di un finanziamento a favore del territorio e il rischio di commissariamento dell’ente. Dura condanna da Marchetti, Tancini ed Emanuele Moschini per questo “appello”, di cui è stata condannata la forma dopo mesi - dalla notte “dei lunghi coltelli” dello scorso settembre che sancì la spaccatura nella maggioranza -, in cui sono stati snobbati dal sindaco proprio per la stesura del bilancio. Che puntualmente si è bloccato in uno sterile pareggio, il quale apre scenari pieni di ombre per gli ultimi due mesi di amministrazione. —

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