Azzerati Carife, sì ai risarcimenti con il doppio binario ai truffati da banche

Arriva  l'ok del Governo alla misura che riguarda  300mila italiani beffati dal crac di sei istituti di credito, Carife tra questi. Da confermare l'aumento del tetto da 100 a 200mila di patrimonio mobiliare. Soddisfatte le richieste dell’Unione europea che ha dato il via libera

Un risarcimento con il doppio binario. Il provvedimento che serve a indennizzare i 300mila risparmiatori colpiti dai crac delle sei banche (Etruria, Marche, CariChieti, Carife, Popolare di Vicenza e Veneto Banca) ha avuto il via libera dal consiglio dei ministri di ieri sera, 23 aprile. Il meccanismo messo a punto dal governo e concordato con l’Europa eviterà  di incorrere nella procedura d’infrazione e separa in due i destini di chi farà richiesta di indennizzo.

Palazzo Chigi ha infatti modificato la norma primaria, inserita in legge di bilancio, che prevedeva rimborsi automatici per tutti, consentendo rimborsi diretti solo a chi ha 35mila euro di reddito imponibile nel 2018 o 100mila euro di patrimonio mobiliare. Attraverso questa corsia preferenziale di carattere sociale, circa il 90% degli interessati dovrebbe essere garantito, mentre il restante 10% otterrebbe i rimborsi attraverso un arbitrato semplificato

A fine consiglio ministri, nella tarda serata, fonti di governo M5s hanno anche precisato che l’indennizzo diretto aumenterà da 100 mila a 200 mila euro di patrimonio mobiliare. Per questo motivo, le stesse fonti manifestano soddisfazione del Movimento 5 stelle: «Lo avevamo detto, lo abbiamo fatto». Circostanza questa che comunque deve essere letta con precisione nel testo deciso e approvato.

Tornando alle questioni tecniche, attraverso questa corsia preferenziale di carattere sociale, circa il 90% degli interessati dovrebbe essere garantito, mentre il restante 10% otterrebbe i rimborsi attraverso un arbitrato semplificato.

A questo proposito, nella norma è prevista la “tipizzazione delle violazioni massive”, sia contrattuali sia extra contrattuali. E anche i vecchi azionisti potranno accedere al fondo indennizzi. L’arbitrato per coloro che restano fuori dalla corsia preferenziale sarà standardizzato e sarà prevista una procedura semplificata per cercare di abbreviare il più possibile i tempi di rimborso.

Questa sorta di esame di merito sarà portato avanti dalla Commissione di 9 esperti istituita al Ministero dell’Economia. Caso per caso, i giudici dovranno accertare il “misselling”, ovvero il riconoscimento della vendita fraudolenta posta dalle direttive comunitarie come presupposto al rimborso attraverso soldi pubblici.

Una parte della maggioranza di governo, il Movimento Cinque Stelle, ha insistito fino all’ultimo per rimborsi automatici per il 100% della platea, eventualità che avrebbe messo il governo in rotta di collisione con Bruxelles, che già è stata di manica molto larga, poiché consentire un rimborso ai possessori di azioni non quotate, titoli rischiosi per definizione, è un grosso passo in direzione delle esigenze del governo italiano. Questo schema, è stato accettato da 17 associazioni di risparmiatori e respinto da due: «Noi che credevamo nella Popolare di Vicenza» e il «Coordinamento Don Torta». Secondo le due organizzazioni, la norma, così come, è parametrata più sulle quattro banche fallite (Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti) che non sulle venete e non garantisce il rimborso effettivo del 90% dei risparmiatori truffati, come indicato dal governo.

La scorsa settimana i “dissidenti”, rappresentanti dei risparmiatori veneti, Luigi Ugone e Andrea Arman, erano stati convocati a Palazzo Chigi per un confronto tecnico al termine del quale era emersa la volontà dell'esecutivo di cercare il più ampio consenso possibile ma non quell'unanimità chiesta a più riprese dal capo politico M5s, Luigi Di Maio. —