«Rimborsi azzerati, dall'Ue nessun vero stop. È il governo italiano che non decide»

I risparmiatori a Bruxelles

I ferraresi “Amici di Carife” a colloquio con la commissaria Vestager. Cappellari: l’unico paletto è il no al ristoro degli speculatori

FERRARA. Un tavolone imbandito con il brunch nordeuropeo dove spiccava, tra gli altri, il classico cappuccino. «Ben fatto, all’italiana», assicura sorridendo il presidente dell’associazione risparmiatori “Amici di Carife”, Marco Cappellari.

Ieri, 24 aprile, assieme al collega Mirko Tarroni e ai rappresentanti di due rappresentative associazioni dei risparmiatori veneti (“Coordinamento Don Enrico Torta” e “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza”), il presidente di “Amici di Carife” ha incontrato a quel tavolo la commissaria europea alla concorrenza, Margrethe Vestager, e il suo staff, nella lussuosa sede di Palazzo Berlaymont. «Abbiamo avuto l’impressione - commenta Cappellari al termine dell’incontro - che spesso in Italia si dia una versione della posizione della Commissione che non coincide con quello che si dice e si pensa a Bruxelles. Sul ristoro dei risparmiatori Vestager ci ha garantito che non esistono altri paletti oltre quello di non voler risarcire gli speculatori». Ma su questo punto, aggiunge Cappellari, «siamo stati molto chiari: abbiamo spiegato che non è il caso dei risparmiatori ferraresi, 32mila famiglie che si sono viste azzerare i risparmi di una vita e che si fidavano ciecamente della banca del territorio».


«A Bruxelles abbiamo trovato apertura e disponibilità, quello che ci stupisce sono le titubanze del governo italiano - incalza Cappellari - Dopo aver parlato con Vestager abbiamo maturato la consapevolezza che l’Europa non si è messa di traverso ma che, purtroppo, molte cose dipendevano e dipendono ancora oggi da Roma. Se non si fanno, la responsabilità non è della Commissione». Il presidente dell’associazione risparmiatori ha rimarcato che «la commissaria ritiene giusto risarcire le vittime del “misselling”, cioè il raggiro compiuto da operatori che non hanno adeguatamente informato la clientela dei rischi dell’investimento. Noi ci siamo soffermati in particolare sul caso ferrarese e abbiamo notato che la commissaria è rimasta molto colpita dalla situazione che si è creata nella nostra provincia, un quadro che nessuno le aveva prospettato fino ad ora e che è diverso da quello di altre zone, come il Veneto. Da noi l’atteggiamento banditesco o truffaldino non è stato sistematico». Hanno contato di più altri fattori, ha precisato l’esponente del comitato estense, come «i corto circuiti di sistema: Bankitalia che dopo 8 anni (4 di vigilanza, 2 di commissariamento di Carife e 2 di gestione di Nuova Carife) non è riuscita a risolvere la crisi». Inevitabile la domanda sulla recente sentenza della Corte europea che ha legittimato l’intervento del Fitd, «che avrebbe potuto salvare Carife. Ma Vestager su questo punto non ha risposto». Sull’innalzamento a 200mila euro di uno dei paletti per l’accesso al ristoro riservato al 90% dei risparmiatori Cappellari ha affermato che «va nella direzione giusta ma vogliamo vedere la carta. La base di calcolo del 30% per l’indennizzo del restante 10% danneggia invece i risparmiatori di vecchia data, quelli che hanno comprato azioni in lire. È troppo bassa e va rivalutata». —

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