Una perdita di 289 milioni per Coop Alleanza 3.0

Il presidente: accantonamenti e svalutazioni necessari al piano di rilancio in atto. Poi rassicura i soci: «Il prestito sociale è al sicuro, patrimonio di oltre due miliardi»

Sono cifre “pesanti” quelle con cui si chiude il bilancio 2018 di Coop Alleanza 3.0.

A tre anni dalla fusione tra Coop Estense, Coop Adriatica e Coop Consumatori Nordest, il colosso della grande distribuzione segna una perdita di 289 milioni. Un risultato che, spiega il presidente Adriano Turrini, è «conseguenza diretta e, al tempo stesso, necessaria premessa del nostro Piano di rilancio quadriennale che punta, già nel 2019, a portare la cooperativa a generare margini positivi».


“Cura” drastica

Un obiettivo per il quale, prosegue Turrini, è stato necessario «alleggerire alcune componenti che rappresentavano un limite o un freno a una svolta piena e veloce, attraverso un consistente numero di interventi, non ricorrenti, finalizzati ai risultati futuri».

Il bilancio in forte perdita, è la spiegazione, «è frutto di accantonamenti e svalutazioni di poste immobiliari, finanziarie, immateriali e creditizie. Poste non ripetibili che hanno pesato per un totale di 185 milioni di euro sulla perdita di 289 milioni ».

Subito dopo, la rassicurazione ai soci, a fronte di perdite così importanti: «La scelta di affrontare il 2018 come una sorta di “stress test” in chiave di rilancio non incide in alcun modo sulla sicurezza del Prestito sociale pari a 3,6 miliardi affidatole dai 400mila soci prestatori, che può fare affidamento su un solido patrimonio del valore di 2,1 miliardi di euro».

Nel Piano di Rilancio, ribadisce ancora Turrini, « abbiamo detto che il prestito è al sicuro, a disposizione dei prestatori in qualunque momento. Per fornire una rappresentazione corretta della situazione e dei nostri intendimenti: tutti i parametri previsti dalla legislazione attuale, anche anticipando le ipotesi di maggior salvaguardia, sono ampiamente rispettati da Coop Alleanza 3.0, e ancor più, il nostro Piano di Rilancio pone una fortissima attenzione alla protezione del Prestito sociale».

Iper in calo, negozi ok

Il bilancio rileva e conferma un orientamento che sembra consolidarsi: una ripresa delle vendite dei piccoli punti vendita (supermercati) in controtendenza con l’andamento degli ipermercati, che registra una flessione. «La gestione caratteristica (i negozi appunto) migliora di circa 20 milioni pur restando negativa. Questa gestione è fortemente influenzata dalla riduzione di fatturato degli ipermercati (che pesano per oltre il 50% delle vendite) che saranno oggetto di interventi di potenziamento nel piano 2019-2022. Nel corso di quest’anno, inoltre, «andranno a regime gli interventi sui punti vendita effettuati nell’ultimo biennio per aprire o ammodernare oltre 100 negozi». La corsa al rilancio prevede inoltre misure per migliorare l’efficienza commerciale e della rete di vendita, «per ottenere una crescita costante che punta a superare i 100 milioni nel 2023».

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