Piccoli furti alla Berco, tolti i “tornelli” arrivano i vigilantes. I sindacati protestano

L’azienda si affida a personale che ferma operai in base a sospetti. La richiesta è che i controlli restino comunque a campione 

COPPARO. Vigilanza in azione alla Berco di Copparo, dove in questi ultimi tempi si sono consumati “piccoli” furti che non lasciano tranquilla la proprietà. E, a dire il vero, nemmeno i rappresentanti dei sindacati, che devono tutelare i lavoratori su due piani, cercando da un lato di proteggere coloro che da sempre svolgono il loro lavoro nella maniera più corretta e dall’altro mediare con l’azienda sulle modalità di intervento.

I fatti


La Berco di Copparo ha 1.600 dipendenti. A quanto pare in sei nelle scorse settimane sono stati fermati e sorpresi con “materiale Berco” che stavano portando fuori dall’azienda. Guanti, trapani, utensili e parallelamente si sta cercando di arrivare ai responsabili di ammanchi di attrezzature importanti rubate da armadietti dopo averli scassinati.

E non si tratta, a quanto pare, di una paio di guanti dimenticati nello zaino ma di numeri più alti e confezioni ancora sigillate. Casi isolati, certo, considerato il numero di dipendenti ma sicuramente un furto resta un furto e la Berco ha deciso di correre ai ripari, anche perché i fatti sono successi in concomitanza con cambiamenti all’interno dello stabilimento di Copparo.

L’imparziale

Il mese scorso la guardiania è stata ristrutturata e la zona ampliata. L’azienda ha colto l’occasione dei lavori per togliere l’imparziale, un marchingegno presente all’uscita munito di due luci, una verde ed una rossa.

All’uscita, l’imparziale si accendeva in modo casuale e autorizzava quindi le guardie a far aprire la borsa per controllare che nulla fosse stato portato via dalla fabbrica. Da quando l’imparziale non c’è più, a decidere chi controllare sono gli stessi vigilantes, i quali fermano i dipendenti se hanno dei sospetti o addirittura delle segnalazioni.

Lo scontro

I sindacati hanno puntato i piedi. «Controllare è giusto - spiega Igor Bergamini della Fiom - ed è giusto anche per tutelare i lavoratori onesti che sono la stragrande maggioranza. Ma l’imparziale aveva un senso: permetteva controlli sì ma casuali, a campione. Era una macchina e non delle persone che fermano altre persone perché hanno sospetti. Hanno tolto l’imparziale? Allora si devono fidare di chi lavora all’interno della azienda».

E come fare se si ha il fondato sospetto che qualcuno non si comporti correttamente visto che il materiale manca? «Si chiamano le forze dell’ordine - va avanti Bergamini - e comunque ci si confronta, così da capire come muoversi. Così a noi non sta bene».

L’azienda

Dall’azienda confermano i furti. Non un paio di guanti, bensì diverse paia ancora in scatola, utensili manuali ed altri strumenti trovati appunto negli zaini. E quando è successo sono state chiamate le forze dell’ordine. Ma soprattutto, a quanto pare, all’imparziale non si torna. —

Annarita Bova

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