Caso Branchi, ci sono degli indagati per omicidio

Goro, svolta nelle indagini sull'uccisione del diciottenne Willy. Il fratello della vittima: Aspettavo questo giorno da 30 anni e 8 mesi

GORO. Svolta decisiva nell'indagine sull'omicidio di Willy Branchi, il diciottenne di Goro massacrato la notte del 29 settembre 1988 e abbandonato nudo sull'argine. Dopo le indagini a carico del sacerdote, don Tiziano Bruscagin, accusato di calunnia, dopo gli accertamenti e i riscontri testimoniali raccolti pazientemente dagli inquirenti (pm Tittaferrante e successivamente pm Andrea Maggioni), la procura è arrivata a indagare una o più persone per omicidio. Nomi e cognomi, non più quindi un fascicolo contro ignoti, aperto grazie alla tenacia della famiglia di Willy che con il proprio avvocato Simone Bianchi si batte perché la tragedia non resti impunita. E oggi, 30 anni e otto mesi dopo il massacro del giovane, il traguardo sembra davvero vicino anche se in via Mentessi si maniene il più stretto riserbo.

Così scrive sul suo profilo Facebook Luca Branchi, il fratello della giovane vittima, postando una foto del cadavere di Willy con il volto ferito e tumefatto: "

Così ho visto l’ultima volta mio fratello. Era la mattina del 30 settembre 1988 quando mi chiamarono mentre ero al lavoro per dirmi che avevano ritrovato il corpo di un ragazzo sull’argine. Sono trascorsi 11185 giorni da quando me l’hanno ucciso. Ho aspettato con pazienza questo momento…tante volte ho pensato che non sarebbe più arrivato. E invece ho fatto bene a continuare a credere e sperare. Oggi è una giornata che in parte mi ripaga delle sofferenze e dei dolori che in questi anni io e la mia famiglia abbiamo passato. Mi avevano chiesto di tenere la cosa ancora riservata, ma non ce l’ho fatta. E’ più forte di me. Dopo 30 anni e 8 mesi, dopo tanto dolore, dopo tante bugie, prese per i fondelli, la notizia che è arrivata in queste ultime ore potrebbe davvero essere la svolta decisiva per arrivare a quei bastardi che hanno ridotto in quel modo Willy".

"La Procura ha indagato una o più persone per omicidio. Sì, avete capito bene: per l’omicidio di mio fratello. Non sono qui a colpevolizzare nessuno, ma se la Procura è arrivata a tanto, credo che abbia in mano elementi decisivi. Mentre scrivo ho gli occhi gonfi di lacrime, perchè dopo aver visto mio padre morire pian piano con la foto del suo Willy tra le mani, dopo aver ascoltato tutti i giorni, ancora oggi, mia madre parlare con Willy a voce alta e chiamarlo ad ogni ora del giorno e della notte, credo sia il minimo. Potete dire tutto di me, potete tirare fuori gli sbagli commessi in passato, non mi interessa. Perché a me interessa una cosa sola, sapere chi ha ucciso mio fratello. Willy, che male aveva fatto per meritarsi una fine così orribile? Spiegatemelo. E dovete dirlo ai carabinieri e al magistrato che, insieme al mio avvocato, in tutto questo tempo hanno fatto il massimo. Oggi sentire questa notizia mi fa arrabbiare ancora di più, ma dall’altro lato mi riempie il cuore di speranza. Dopo le tante falsità dette da un prete e dalle altre persone oggi indagate, ora siamo davvero arrivati alla fase decisiva di questa maledetta storia. E queste persone indagate per omicidio, che non conosco nemmeno i loro nomi, dovranno spiegare molte cose.
Willy, questa giornata è tutta per te, fratello mio".