Il gattino Mirto ferito a colpi di carabina. Operato e salvato

Ferrara, la testimonianza dei proprietari: lo abbiamo trovato mogio e sofferente sotto casa. L'intervento e le cure veterinarie sono costati tremila euro

Il gattino Mirto ferito a colpi di carabina

FERRARA. C’è chi in via Fondobanchetto si diverte a sparare ai piccioni e ai gatti senza considerare la gravità e le conseguenze del proprio gesto. Così è accaduto che venerdì Mirto, un grazioso gattino di due anni, durante la sua passeggiatina serale è stato colpito da un colpo di proiettile vagante definito dall’esperto armaiolo “diablo”, di mm 4,5, di forma appuntita e adatto sia per carabine che per pistole ad aria compressa.


Il racconto
«Come ogni sera – racconta l’artista Gianni Guidi, proprietario del micio – ho lasciato che Mirto scendesse in giardino o in strada da solo perché solitamente segue Arturo, l’altro nostro gatto di undici anni. Verso le 22 l’ho chiamato ma lui non è arrivato come invece fa di solito. Alle 23 sono nuovamente sceso e l’ho trovato davanti al portone piuttosto mogio. Ho pensato che avesse mangiato qualcosa che gli avesse fatto male e siamo rientrati. Ma faticava a camminare e così non riuscendo bene a comprendere cosa avesse perché non sanguinava, l’abbiamo portato alla clinica veterinaria dove i medici, dopo alcuni esami approfonditi, hanno capito che era stato colpito da un proiettile e quindi l’hanno operato subito».


Le indagini
Il proiettile è ora dai carabinieri che procederanno secondo il reato di maltrattamento di animali mentre le associazioni animaliste, saputo dell’accaduto, si costituiranno parte civile.
Mirto era stato trovato in Sardegna abbandonato quando era ancora molto piccolo; la famiglia Guidi si è innamorata subito di lui e ha deciso di portarlo a Ferrara; come tutti i gatti ha sette vite e ha superato bene la sua disavventura; dopo due giorni di ricovero ora è tornato a casa, fasciato per proteggere la ferita suturata e tornerà in clinica per un controllo.


Le cure
È andata bene anche se l’intervento e il ricovero sono costati ben 3.000 euro ma da criticare è sicuramente il gesto in sé compiuto da una persona di cui non è facile prevedere il comportamento; non si deve infatti sottovalutare il fatto che la vittima fosse un gatto o un piccione perché poteva anche colpire un essere umano trasformato in un bersaglio, magari per noia. —
Margherita Goberti

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