Duomo, tempi ancora lunghi per la riapertura

Visita ai lavori. Non si esclude a breve un cantiere aperto per rendere parzialmente fruibile il tempio ai fedeli. Ma per campanile, protiro e facciata si andrà ben oltre l'autunno: serviranno altri due anni

FERRARA. La cattedrale di Ferrara è una paziente molto speciale, per questo ha bisogno di cure specifiche e interventi mirati. Si racchiude in queste parole l’esito della visita fatta al cantiere della cattedrale a sette anni esatti dal sisma del 2012 per capire a che punto stanno i lavori di messa in sicurezza dei pilastri.

I tempi per riaprire la chiesa completamente sono ancora lunghi, ma don Stefano Zanella, Direttore dell’Ufficio Tecnico Amministrativo dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, è ottimista nel dire che tra qualche tempo, con le dovute cautele, potrebbe essere restituita parzialmente ai fedeli nelle zone non interessate dal cantiere. Quest’ultimo molto interessante perché rappresenta soprattutto uno studio sulle varie sedimentazioni di stili che si sono avvicendate negli anni.

Come ha spiegato l’architetto Irene Rossi, specialista in restauro della ditta “Leonardo” che sta eseguendo il consolidamento,  «abbiamo iniziato i lavori dal pilastro denominato B4 che sembrava quello che avesse risentito maggiormente del sisma, ma abbiamo scoperto che all’interno, non era danneggiato così come si pensava, mentre ad esempio procedendo con lo studio del secondo pilastro, l’A6, abbiamo trovato una situazione molto diversa dal pilastro precedente».

Questo perché, come sappiamo, la cattedrale di San Giorgio fonde vari stili da quello medievale al barocco, «durante i lavori di restauro e messa in sicurezza è necessario rendere solidali i pilastri medievali con i corrispondenti settecenteschi, per questo ci sono da fare operazioni delicatissime per esempio di “strappo” degli intonaci e dei dipinti, che richiedono molta cura». È evidente che gli interventi dovranno essere calibrati, perché ogni elemento ha una sua struttura, è composto da materiali diversi e reagisce in modo differente alle varie sollecitazioni, non esiste quindi un’unica linea di intervento, consiste in questo la complessità delle operazioni di messa in sicurezza e consolidamento dei pilastri principali del Duomo, 8 in tutto. Il cantiere conoscitivo serviva perché in realtà nessuno era mai andato “dentro” l’anima delle colonne.

Come detto non è escluso che a breve possa essere realizzato un “cantiere aperto”, per far sì  «che non ci sia la distanza tra una porta chiusa, una facciata coperta e la gente». Don Zanella ha poi sottolineato che si lavora giorno dopo giorno a fianco della Regione e della Soprintendenza, sempre molto disponibili a ogni richiesta, e ha voluto ringraziare il Comune per la sensibilità e l’attenzione a ogni singolo passo di questi mesi. Si lavorerà alacremente anche per la riapertura di campanile, protiro e facciata; sulle tempistiche non ci si sbilancia ancora, ma non prima di almeno 2 anni.

Emanuela De Domenico