Il Palio verso il futuro:  «Senza i privati rischia di morire»

Il presidente Di Brindisi ringrazia per lo sforzo organizzativo ma avverte: sicurezza e autorizzazioni devono essere gestiti dal Comune

La sfilata del Palio di Ferrara 2019: uno spettacolo di colori

«Soddisfazione sincera e orgoglio per aver donato anche quest’anno una importante manifestazione a Ferrara e ai suoi cittadini, senza incidenti, e gratitudine ai numerosi volontari che hanno lavorato per la buona organizzazione di questa edizione 2019 del Palio di Ferrara».

Così il Presidente Stefano di Brindisi, mette in archivio l’ultima edizione del Palio, cercando di non dimenticare nessuno tra sponsor, autorità in rappresentanza degli Enti preposti alla sicurezza e ai controlli e soprattutto le contrade che rappresentano una unicità con il Palio della Città Estense.

Non è stata una edizione semplice. E forse ad alcuni è sembrata sottotono. Alcune aspettative mortificate prima da un maggio piovoso che se non ha impedito il normale svolgersi delle gare delle bandiere ha sicuramente tolto l’aspetto più teatrale della manifestazione. Poi il ridimensionamento dei cortei e dei giuramenti ha fatto storcere il naso ai tanti figuranti che anno per anno lavorano sulla perfezione dei costumi, sulla ricerca storica, sulla programmazione degli spettacoli che coinvolgono dai più piccoli fino alle anime storiche delle contrade in veri e propri spettacoli teatrali di altissimo livello.


Da sempre il mondo del palio, agli occhi degli esterni, vive su un doppio binario: l’attività delle contrade, che si svolge tutto l’anno con mille iniziative, cene, incontri, convegni di approfondimento per studiare il periodo storico di riferimento, feste che si protraggono per diverse settimane, iniziative di supporto al sociale con beneficenza e spettacoli offerti a strutture di ricovero per malati e persone socialmente deboli. Il Palio a Ferrara non è solo bandiere e giochi ma è presenza capillare sul territorio.

Il nodo-risorse

Il secondo binario è quello rappresentato dal Palio vero e proprio inteso come organizzazione del maggio estense. Forse quest’anno i due binari hanno lavorato molto distanti e le aspettative dei primi, le contrade, non sono state assecondate dai secondi.

L’organizzazione di una manifestazione così complessa e dalle tante sfaccettature, spiega Di Brindisi, non è semplice. «Non lo è innanzi tutto dal punto di vista economico e soprattutto da quello delle imposizioni normative degli Enti di controllo. Anche la scelta quest’anno di ospitare la Fanfara della Polizia a cavallo ha comportato una modifica sostanziale dei programmi. Ringrazierò sempre, fino alla noia il comitato organizzatore».

«Il mio compito, non posso nasconderlo - continua il Presidente - è quello di ottimizzare le risorse, i costi sono importanti ma nello stesso tempo cercheremo in futuro di rivedere anche l’aspetto dei biglietti per rendere la manifestazione fruibile a tutta la città senza impedimenti. Se, come in tanti dicono, la manifestazione è un fiore all’occhiello di Ferrara e un biglietto da visita eccezionale per il turismo, è giunta l’ora che la città se ne faccia carico completamente e che liberi l’ente organizzatore dalle mille piccole incombenze che ne frenano la crescita».

Se gli allestimenti, la sicurezza e le autorizzazioni fossero gestite direttamente all’amministrazione comunale allora si potrebbero liberare risorse economiche utili alla programmazione di una campagna mediatica e promozionale degna del Palio più antico del mondo».

Rinnovo cariche

Fra qualche mese si tornerà al rinnovo delle cariche dell’Ente Palio; protagoniste saranno le contrade e si dovrà fare i conti con un nuovo indirizzo dell’azione politica comunale comunque vada il ballottaggio in quanto entrambi i candidati si sono spesi molto in campagna elettorale sul sostegno al Palio. Ma sull’argomento e sul suo impegno il Presidente, senza entrare nel merito della successione, ha comunque idee molto chiare: se il Palio vuole continuare a vivere deve cambiare passo, forse anche struttura organizzativa, aprendo le porte se è necessario a società private capaci nell’ottimizzare le grandi risorse delle contrade e mettendo in piedi una campagna promozionale che accenda l’interesse dell’intero paese su un evento unico. –

Lauro Casoni

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