Oggi i ballottaggi, tre sfide storiche: Ferrara, Argenta e Copparo al bivio

Si accentua il calo dell'affluenza rispetto al primo turno del 26 maggio: alle 19 hanno votato circa il 14% in meno degli aventi diritto. Il presidente di un centro sociale scrive ai soci, è polemica

LO SPOGLIO IN DIRETTA 

FERRARA.  Ore 19. Si accentua il calo nell'affluenza, decisamente più marcato alla seconda rilevazione rispetto a quella del primo turno, lo scorso 26 maggio. Va detto che le condizioni meteo sono drasticamente diverse: in molti avranno approfittato della bella giornata per una capatina ai Lidi, piuttosto che per una gita fuori porta. Non è detto che il dato finale non veda una rimonta dei votanti.

Entrando nel dettaglio a Ferrara ha votato alle 19 è andato ai seggi il 48,17% (61,67% il 26 maggio); ad Argenta il 48,39% (60,07); a Copparo il 43,02% (57,68). In totale sulla Provincia il dato è del 47,68% contro il 61,07. Il Comune di Ferrara resta comunque quello, tra i capoluogo di Provincia dove si vota oggi, con l'affluenza più alta.

Ore 12. Ballottaggi per la scelta del sindaco a Ferrara, Argenta e Copparo. La prima rilevazione testimonia di un leggero calo dell'affluenza rispetto al primo turno. Ad Argenta alle 12 ha infatti votato il 27,19% degli aventi diritto rispetto al 27,62 del primo turno. A Copparo invece gli eletttori sono stati finora il 23,35 contro 25,97 del 26 maggio. A Ferrara i votanti sono stati il 25,70 contro il 27,40. Peraltro il dato di Ferrara città, rispetto ad altri capologuo di provincia, è il più alto di tutta Italia.

Giornata di ballottaggi in tre Comuni della provincia: Ferrara, Copparo e Argenta. Sono chiamati al voto complessivamente 139.813 elettori per eleggere i sindaci, con urne aperte dalle 7 alle 23. Il corpo elettorale è lo stesso del primo turno, il 26 maggio scorso, chi ha esaurito la tessera può ancora ottenerne una nuova agli uffici elettorali dei rispettivi Comuni, che tengono aperto con gli stessi orari dei seggi. Tutte le sfide vedono contrapposti i candidati di centrodestra e di centrosinistra, con l’incognita dei voti M5s, ma le condizioni di partenza sono molto diverse.



Ferrara. Nel capoluogo il divario nel primo turno tra il leghista Alan Fabbri e il dem Aldo Modonesi è stato di oltre 12mila voti, con Fabbri a sfiorare la vittoria secca con il 48,45% e l’assessore alla Mobilità fermatosi al 31,7%. La situazione di partenza si è parzialmente riequilibrata con l’apparentamento di Modonesi con le liste che avevano sostenuto al primo turno Roberta Fusari (6.507 voti ottenuti dall’assessore all’Urbanistica) e Alberto Bova (1.760 voti da sindaco per il rappresentante dell’Italia in Comune), ma restano in base ai voti del primo turno oltre 4mila voti. Francesco Rendine e Giorgio Massini hanno dato indicazione di voto per Fabbri, e avevano raccolto un migliaio di voti. Resta da capire dove andranno i voti raccolti da Tommaso Mantovani per il M5s. Negli ultimi giorni c’è stata polemica perché Andrea Bertani, numero uno pentastellato in Regione, è intervenuto per correggere Fabbri che aveva postato un manifesto elettorale con un simil-contratto in risposta ai punti programmatici avanzati da Mantovani: nessun contratto sottoscritto con le forze politiche, ha ribadito Bertani. Dal punto di vista numerico sono proprio gli oltre 5mila voti raccolti dal M5s al primo turno a fare la differenza tra i due schieramenti, ma di variabili in campo ce ne sono evidentemente altre, a partire dalla capacità dei contendenti di motivare al nuovo voto i “loro” elettori.

Argenta. Sono 17.511 (di cui 9.026 donne e 8.485 uomini) gli elettori chiamati al voto oggi nell’Argentano per il ballottaggio tra Ottavio Curtarello, candidato del centrodestra e di Argenta Rinnovamento, e Andrea Baldini del centrosinistra. Un supplementare del tutto inedito in un comune governato ininterrottamente dalla sinistra dal Dopoguerra fino a oggi.

Al primo turno Baldini, che è vicesindaco uscente nell’amministrazione guidata da Antonio Fiorentini, ha ottenuto il 46,17% (per complessivi 5.468 voti), mentre Curtarello si è fermato a quota 40,76% (4.827 voti). Ma la partita è apertissima e negli ultimi giorni di campagna elettorale la sfida tra i contendenti si è fatta serrata, nel tentativo di accaparrarsi i consensi che due settimane erano andati sul candidato del Movimento Cinque stelle, Luca Bertaccini, una dote di 1.548 voti, pari al 13,07%.

Copparo. Terzo duello domenicale nella nostra provincia quello che vede opposti Fabrizio Pagnoni per il centrodestra e Diego Farina per il centrosinistra. A Copparo gli elettori al voto oggi sono 13.793 (6.717 uomini e 7.256 donne) con i 23 seggi comunali aperti dalle 7 alle 23.

Al primo turno, Pagnoni ha ottenuto 3.968 voti, ovvero il 42,72% del totale, quasi 3 punti percentuali in più di Farina, arrivato a 3.708 (39,92%). C’erano altri due candidati sindaco, Monica Caleffi (M5s) che ha ottenuto 1.252 voti (13,48%) e Rita Benetti (civica Copparo cambia), fermatasi a quota 361 (3,89%). Entrambe le liste sconfitte hanno lasciato libera scelta ai propri elettori in vista del ballottaggio, tenendo presente che non hanno votato ben 4.504 elettori copparesi. Dunque, partita apertissima anche a Copparo fra il bancario Pagnoni (da oltre 20 anni con ruoli all’interno della Lega) e l’assessore uscente Farina (civico appoggiato dal centrosinistra).

Silenzio infranto. Anche sabato, come già successo quindici giorni fa, il sabato di silenzio elettorale è stato largamente violato, con la complicità della rete e dei social che rendono di cartavelina fino ad annullarle le pareti divisorie tra pubblico e privato. Sui profili social di Fabbri e di alcuni suoi sostenitori (Naomo Lodi, Andrea Rossi, Milena Zaggia per esempio) sono apparsi post propagandistici, mentre Rendine ha reiterato l’invito al voto e per Modonesi-Fusari è intervenuto tra gli altri Giangi Franz.

Il caso centro sociale. In città è destinato a produrre polemiche il caso del centro sociale Ancescao di corso Isonzo. Sabato è arrivata in buchetta ai soci una lettera: c’era la fotocopia di un articolo di giornale e una nota datata 3 giugno e firmata dal presidente Antonio Susca per i soci, «con il solo intento informativo, invitiamo a riflettere sulla possibilità qui a Ferrara di vedere riformato il sistema associazionistico attuale, con addirittura l’ipotesi di chiusura di centri sociali come il nostro» c’è tra l’altro scritto. «Hanno usato l’elenco dei soci per inviare le lettere? Non mi sembra giusto» ha protestato una delle socie, mentre Fabbri ha più volte inquadrato la episodi di questo genere come «cattiva campagna elettorale». Susca si difende così: «Ho inviato la lettera ai soci in questi giorni perché solo ora mi era stato segnalato l’articolo nel quale un esponente del centrodestra (si tratta di Lorenzo Barbieri, poi allontanato dall’incarico di redattore del programma, ndr) metteva in dubbio il rapporto con i centri sociali. Noi siamo in concessione con il Comune, per questo ho sollevato la questione. Invito comunque fin da ora Fabbri, in caso di elezione a sindaco, a scoprire la realtà del nostro centro». Il rinnovo del Direttivo è peraltro imminente.

Tempistica. Lo spoglio questa notte dovrebbe essere piuttosto rapido e, al netto d’inconvenienti poco gettonati e maxi-code, già attorno all’1 si dovrebbero conoscere i nomi dei nuovi sindaci di Ferrara, Copparo e Argenta. —

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