Un progetto per il De Gaulle Architetto premiato a Parigi

Becchetti con due colleghi ha vinto il bando della società Aeroporti francese «Abbiamo ricevuto tanti complimenti. Mi manca la famiglia ma il futuro è via»



Si chiama Arturo Becchetti, ha 27 anni e si è laureato lo scorso anno in architettura a Roma, conseguendo poi quest’anno l’abilitazione. Nato a Portomaggiore, ma di Copparo, assieme a due compagni di studi, il romano Fabrizio Felici e alla srda Alessandra Pusceddu ha di recente vinto il concorso internazionale “Play your airport saison 2”, bandito dalla società Aeroporti di Parigi, una delle maggiori al mondo. Il concorso richiedeva il riassetto di due aree specifiche, carenti di funzioni e caratteristiche identitarie. Due aree che si trovano nel quartiere abitativo dell’aeroporto Charles De Gaulle, il quale di fatto vede la presenza in particolare di hotel, dove vanno le persone di passaggio in aeroporto o i dirigenti della stessa società.


I tre giovani architetti italiani hanno vinto facendo «l’analisi delle necessità delle varie utenze (viaggiatori e dipendenti) - ci spiega lo stesso Arturo -, la quale ha permesso di giungere ad un progetto coerente e multidisciplinare, integrato a livello ambientale, sociale e funzionale. Il progetto riunisce tutta l’area attorno alla stazione (quella ferroviaria di Roissy, ndr), dove nuovi servizi e spazi pubblici riqualificano le aree di risulta, creando migliore connessione e maggiore qualità... I nuovi padiglioni sono prefabbricati, ecocompatibili e pensati per essere parte integrante del disegno dello spazio pubblico».

vita in viaggio

Quella di Arturo è una scelta chiara già al termine degli studi superiori, quando decide di lasciare Copparo e la famiglia (genitori e sorella) per iscriversi alla Facoltà di architettura di Roma 3: «Mi aveva incuriosito - racconta -, perché era giovane e con idee brillanti e visto che avevo voglia di mettermi in gioco ho deciso di partire. Poi Roma per studiare è una città che offre tantissimo, ti permette di approfondire molto questo percorso di laurea».

A Parigi oltre alla premiazione (ora il loro progetto è di proprietà della società Aeroporti parigina), «abbiamo ricevuto complimenti, specie per l’approccio analitico al problema. Prima abbiamo studiato il quartiere e chi poteva viverlo, poi abbiamo cercato di migliorare l’area anche per cercare una maggiore sostenibilità ambientale».

il futuro

Con il compagno di corso Felici e con l’assistente del professor Cerasoli con cui ha fatto la tesi, appunto Pusceddu, il giovane architetto copparese ha instaurato ottimi rapporti, di amicizia e professionali. «Non posso dire che non mi mancano Copparo e la mia famiglia, però per il momento resto nella capitale. Ho passato tutti e tre gli esami di abilitazione, fra questi ed i vari concorsi l’ultimo anno dopo la laurea è stato utile per gettare le basi. Insomma, resto a Roma anche per mantenere i rapporti ed i contatti che mi sono creato in questi anni di studio». A Copparo resta la gioia di un giovane dal futuro luminoso. —