Ferrara, genitore ferisce genitore col cacciavite

L’aggressione al kartodromo, scatta il daspo di un anno. Marchesini (Dribbling): contro l’inciviltà le società siano inflessibili 

FERRARA. «In tale occasione egli, oltre a proferire insulti e minacce anche di morte nei confronti dell’altro genitore, lo colpiva con un cacciavite all’addome». Questa ricostruzione dei fatti compare in una sentenza del Tar dell’Emilia Romagna che il 27 maggio scorso ha respinto il ricorso del padre di un giovane pilota di kart contro il provvedimento emesso dalla questura di Ferrara (un daspo) che gli ha vietato l’accesso «per un anno ai luoghi in cui si svolgono le manifestazioni sportive del campionato italiano “Aci Karting”, di tutte le classi e categorie e di analoghi campionati, con ulteriore divieto di accedere ai luoghi interessati alla sosta, al transito o al trasporto di coloro che partecipano o assistono alle suddette competizioni».

il fattore ambientale. Il fatto è avvenuto nel 2018 su una pista della provincia e ha coinvolto due adulti, uno dei quali - anche lui padre di un pilota minorenne - rimasto lievemente ferito dopo essere stato colpito col cacciavite. Un episodio che fa nuovamente sollevare lo sguardo sul contesto che circonda l’agonismo sportivo, sul ruolo dei genitori dei giovani atleti e sull’attività di migliaia di società che dovrebbero vigilare sui comportamenti assunti da chi compete sul campo e da chi segue le gare dagli spalti. Ma è noto a tutti, ormai, che soprattutto nel calcio tenere a freno gli istinti più aggressivi è un’impresa. 


Chi scrive è stato testimone diretto di offese gratuite e ripetute dirette contro un arbitro che dirigeva un incontro tra squadre di bambini. Risultato: l’arbitro ha sospeso la partita e a farne le spese sono stati i giocatori rimasti “disoccupati” a causa di un genitore maleducato., Episodi che si ripetono ogni domenica sui campi delle squadre minori e, con atteggiamenti anche più indegni, fino al razzismo, durante i match dei campionati più prestigiosi.

Ma per non andare troppo lontano da Ferrara basta citare Paolino Marchesini, storico presidente della Dribbling, che ha la sede nella zona della Rivana. «Io arbitro partite di calcio da una ventina d’anni - racconta - L’anno scorso ho richiamato un ragazzino che aveva fatto un gol di mano ed esultava. Il padre, che seguiva l’incontro, mi ha urlato: “Ti aspetto fuori e ti spacco la faccia”. È rimasto isolato e ha cambiato team».

Codici e sanzioni. Marchesini, come presidente di società, ha adottato un atteggiamento intransigente nei confronti di genitori violenti o aggressivi: «La società ha fissato dei paletti - spiega - chi assume atteggiamenti incivili viene richiamato una volta, alla seconda viene invitato a rivolgersi altrove. Ma quante società sono disposte a farlo e a non piegarsi davanti alle pretese del bimbo che ha talento o del genitore che cerca di approfittare della situazione?». Alessandro Fortini, presidente di Fipav Ferrara (pallavolo) frena: intemperanze degne di sanzione sono eventi rarissimi in questo sport ma abbiamo deciso di non sottovalutare il problema approvando un codice etico che le società (36) sono sollecitate ad adottare volontariamente. Come Fipav possiamo sanzionare la società, che a sua volta grazieal codice può pretendere un atteggiamento corretto da parte dei genitori e del pubblico». Ma per capire quanto sia diffusa la “sclerata” del genitore si può dire che negli ultimi tempi non risparmia nemmeno i campionati di bocce riservati ai più piccoli. —

Gi.Ca.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI