Fabbri chiede l’elenco degli incarichi scaduti.«Giunta equilibrata»

Il neosindaco ha in mente le priorità sulle nomine e la “griglia” degli assessorati. Attacco alla Paron (Provincia): tenga conto dei nuovi equilibri. Casa in città cercasi

Fabbri: voglio rilanciare Ferrara

FERRARA. Subito dopo la vittoria aveva sillabato «da domani si comincia a lavorare per la città», ma Alan Fabbri la prima giornata da sindaco eletto di Ferrara l’ha passata quasi interamente a rispondere alle domande dei giornalisti di mezza Italia. Interviste come piovesse, alla mattina in conferenza stampa, poi tra gli altri “Un giorno da pecora” in radio e alla sera, quasi senza voce e dopo aver dormito due o tre ore in tutto, al Tg2. Nel mezzo ci sono state anche le risposte alla Nuova, a metà tra l’aneddottica personale post-impresa e i primi punti fermi del governo che verrà.

Telefonate e incontri

È mancata fino a sera la chiamata forse più attesa, quella di Matteo Salvini, che aveva già enfatizzato il “colpo” di Ferrara, «ma non abbiamo avuto il tempo di sentirci. Il momento più particolare dall’elezione - fa mente locale il neo sindaco - è stata la visita della mia prof di Latino del liceo, da ex studente mi ha fatto molto piacere». Poi Fabbri, con animo si suppone diverso, ha sentito l’ex sindaco Tiziano Tagliani, «ci siamo telefonati e domani (oggi, ndr) ci vediamo, per capire cosa c’è in sospeso e di natura urgente per quanto riguarda l’attività amministrativa». Oggi sarà anche la giornata della telefonata al sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, per parlare di alcune iniziative «per rievocare la storia che accomuna le due città».



Fabbri ha fatto in tempo a chiedere alla segretaria generale del Comune, Ornella Cavallari, l’elenco delle «nomine che decadono in questi giorni, così da potermi orientare». È il caso di sottolineare che entro 60 giorno il nuovo sindaco deve decidere anche se confermare o meno proprio il segretario generale.

Le priorità

Una scaletta di priorità Fabbri deve comunque avercela in testa, se è vero che ha sciorinato in sequenza, sia pure a mo’ di esempio, «il direttore generale, il comandante della Polizia locale, il vertice dell’Afm». Nel pre-ballottaggio era stato esplicito sul cambio di presidenza alla Sipro. Naturalmente, c’è la composizione della giunta che, ha ribadito per tutta la giornata di ieri, vuole «equilibrata» tra figure politiche e volti della società civile: già oggi e poi domani con le consultazioni ufficiali si tasterà il polso delle liste alleate e della stessa Lega. Contributi in arrivo da Bondeno, dove sono cresciuti i suoi collaboratori più stretti? «Non escludo nulla neanche a livello di tecnici» è la risposta di Fabbri. Nei prossimi giorni ci sono anche le dimissioni da consigliere regionale.

Paron e gli equilibri

Fabbri è tornato a più riprese su Barbara Paron, presidente della Provincia e sindaco di Vigarano, che anche nelle ore prima del ballottaggio aveva pubblicato un video per parlare del «crollo di popolazione e crescita dell’immigrazione» a Bondeno: «Mi è dispiaciuto un po’, è stato un grande errore politico e da lei mi sarei aspettato anche un comportamento più istituzionale. Conto che Paron voglia tener conto dei nuovi equilibri politici di questa provincia, che con Ferrara, Cento, Comacchio, Cento e altri comuni non è più a guida Pd. Anche l’agenda politica dovrà cambiare, a partire dalla Conferenza sanitaria provinciale, non dico - è la sua posizione - che il presidente dovrebbe pensare a dimettersi, ma certo di aprirsi alla collaborazione».

Fabbri rivendica comunque il ruolo guida di Ferrara a trazione centrodestra nel «mettere in connessione l’industria del Centese con il turismo della costa».

Personale

«Sono piaciuto a giovani di ogni credo politico e anche alle persone anziane» è il suo vanto. I suoi personali proponimenti? «Voglio mettermi a dieta, lo Scalone comunale è lungo. E devo anche cercare casa in città». —

Stefano Ciervo

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