Il giorno dopo del sindaco Baldini «Cuore a mille, poi una gran gioia»

Il nuovo primo cittadino di Argenta torna sulla vittoria di domenica: appena 35 voti di vantaggio Vicina la pausa dall’attività di insegnante: «E pensare che da ragazzo volevo lavorare alla Fao» 

l’intervista



Andrea Baldini è un quarantenne in piena salute ma l’altra sera ha rischiato grosso. «Che tachicardia, proprio al fotofinish», dice tirando un sospiro di sollievo.

Poche ore prima ha battuto il leghista Ottavio Curtarello per 35 voti. Un soffio, un nonnulla, ma che gli è valso il passaggio da vice a sindaco.

Un piccolo passo per l’umanità, ma un grande passo per un politico. Come lo sta vivendo?

«Diciamo che è stato un lunedì di normalità straordinaria. Andando al lavoro, in tanti mi hanno fatto i complimenti. Ho capito che è cambiato qualcosa quando in municipio non c’era Fiorentini».

Ma perché, l’ormai ex sindaco ha già fatto le valigie?

«No, non ancora. La proclamazione ci sarà oggi (ieri, ndr) e solo il 20 giugno avverrà il passaggio amministrativo vero e proprio. È che tutti ti chiamano sindaco e mi devo ancora abituare».

Avrebbe mai pensato di diventarlo da bambino?

«Macché. La prima scelta era ovviamente il calciatore, poi la rockstar. Poi, sul serio, pensavo di lavorare alla Fao: scelsi la facoltà di Agraria per quello. Ho capito più avanti che potevo impegnarmi a fare del bene restando sul mio territorio».

A chi dedica la vittoria?

«A tutte le persone che ci hanno scelto. A tutti coloro che si sono impegnati nel progetto di rendere Argenta un posto più bello e vivibile: si sono spaccati le ossa per questo e ce l’abbiamo fatta».

Aveva detto che le sarebbe bastato vincere di tre voti. Non ci era andato tanto lontano: alla fine sono stati 35. Sorpreso?

«Non abbiamo fatto sondaggi, a differenza che nel passato. Anche perché temevamo di vedere le persone “sedersi”. Non avevamo niente in mano. Il 46% e rotti del primo turno è stato un buon risultato. Poi nelle ultime due settimane, con il Movimento Cinque Stelle che, pur non dicendolo espressamente, aveva deciso di appoggiare il centrodestra, non avevamo dubbi che sarebbe uscito un risultato definitivo di strettissima misura».

I suoi avversari se la stanno prendendo con il portavoce del M5s Bertaccini. Dicono che ha tradito, dopo aver assicurato un sostegno al ballottaggio.

«La destra dovrebbe imparare a fare politica, a vivere dei propri successi e non sul lavoro altrui. Faccio loro gli auguri. E potrebbero contribuire dandomi una mano, non criticando».

Intanto la stretta di mano tra lei e Curtarello, che era mancata dopo il primo turno, c’è stata. Un passo in avanti, non trova?

«Mah, diciamo che ho voluto toglierlo dall’imbarazzo, mi sono fatto avanti io. Senza volermi intromettere tra di loro più di tanto. Lui poi non lo conosco bene: voglio pensare che sia stato mal consigliato dai suoi».

Resta il fatto che questa Argenta è sempre meno “rossa”. Analisi del voto?

«Sapevamo di essere molto fragili nell’Alto Argentano. San Nicolò è stata una gran delusione: lì c’è una scuola tra le migliori in assoluto. È il segnale che è difficile tramutare le buone politiche in consenso».

Mettendo assieme le sei sezioni di Argenta capoluogo, lei è stato sorpassato: 2.118 contro 1.990.

«In sostanza lì abbiamo tenuto. Il sostegno agli altri del M5s ha contato molto».

Il centrodestra pensa al riconteggio. Teme un’altra notte come quella appena passata?

«Facciano pure. Sarà un pro forma. Quei 35 voti rimarranno 35: non ci sono stati errori. E va detto che su 10mila voti non sono poi pochissimi».

Lei è stato l’unico del centrosinistra a vincere contro la Lega domenica. Cosa dice agli sconfitti di Ferrara e Copparo?

«Sono solidale. Le loro battaglie erano più difficili della mia. E auguro a chi ha vinto buon lavoro»

Guardiamo avanti. Intende rispondere a quella parte di elettorato che chiede il cambiamento?

«Impossibile tornare indietro, al’ 900. Io parlo degli ultimi dieci anni. In questo periodo abbiamo fatto un cambiamento costante. E chi non se n’è accorto era distratto. Poi, è chiaro, dobbiamo migliorare la comunicazione. Tanta gente, quando illustravo quel che avevamo fatto, diceva di non saperlo».

La sua giunta quando sarà pronta?

«Presto, ma non ne abbiamo ancora ragionato. Ci siamo concentrati fino a qui solo sulla vittoria».

Lei è vicepreside all’istituto Vergani-Navarra. Lascerà la scuola?

«Credo sarà difficile portare avanti le due cose. In cuor mio la scelta l’ho già fatta».

Ora bisognerà dirlo alla preside Monti: si diceva sicura lei potesse continuare ad aiutarla.

«Mi ha detto che diversi colleghi mentre erano impegnati in politica hanno continuato a insegnare, ma fare il sindaco è un’altra cosa. Io amo fare l’insegnante e un giorno tornerò a fare quel mestiere. Ora devo occuparmi di Argenta». —