Destinati al Ferrarese venti profughi dopo la chiusura dell’Hub di Bologna

Sei sono arrivati martedì in città. Le associazioni: «Siamo in un limbo giuridico, la Prefettura deve fornirci risposte»

Venti profughi provenienti dall’Hub di Bologna sono arrivati in queste ore nel Ferrarese. La chiusura della struttura di prima accoglienza, disposta dalla prefettura felsinea e motivata con la necessità di interventi di restauro, ha determinato una redistribuzione degli ospiti su base regionale nei Centri di Accoglienza Straordinaria. Nella nostra provincia sono stati ricollocati venti profughi, sei dei quali sono già stati accolti a Ferrara, e i restanti sono in corso di sistemazione in altri centri del territorio, con tutta probabilità a Poggio Renatico ed Argenta.

L’arrivo


I sei profughi assegnati a Ferrara hanno trovato posto nel centro gestito dall’associazione Ballarò: «Sono arrivati martedì sera - conferma il presidente Massimiliano Lombardo - Si tratta di quattro cittadini pakistani e due africani, che vanno ad aggiungersi agli altri trenta che si trovavano attualmente da noi. Il 30 giugno scade la proroga della gestione dell’accoglienza, e nel frattempo il nuovo bando è andato deserto e anche l’avviso per la manifestazione di interesse si è concluso con un nulla di fatto. Cosa succederà dopo il 30 giugno? L’unica cosa di cui siamo sicuri è che non butteremo queste persone per la strada, perché stiamo operando con la diligenza di un padre di famiglia, ma ci troviamo in un limbo giuridico».

Dopo i tagli ai servizi di accoglienza solo una cooperativa (Un Mondo Di Gioia) aveva partecipato al nuovo bando predisposto dalla Prefettura di Ferrara, gli altri soggetti si erano tirati indietro, non riscontrando le condizioni minime per poter gestire il servizio. Stessa sorte aveva incontrato l’avviso esplorativo per la manifestazione d’interesse, a cui oltre a Un Mondo Di Gioia aveva risposto la Caritas.

La richiesta

«I nodi vengono al pettine - continua Lombardo - Non possiamo certo continuare a gestire queste persone come se ospitassimo degli amici. Abbiamo bisogno di una disciplina normativa che ci legittimi, e in questo l’ente appaltante (la Prefettura) deve trovare una formulazione risolutiva». Peraltro l’arrivo di martedì dei venti profughi provenienti dall’Hub bolognese era stato preceduto il 3 giugno scorso dall’arrivo di altri 16 profughi a Ferrara, approdati in Italia dopo aver attraversato il Mediterraneo. La loro prima destinazione è stata la Caritas, la struttura di accoglienza attrezzata per compiere le necessarie visite mediche. Successivamente i profughi sono stati ricollocati nelle strutture sparse nel territorio provinciale.

Alessandra Mura

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

La guida allo shopping del Gruppo Gedi