Casa protetta di Portomaggiore da dieci giorni senza aria condizionata

Il caldo opprime gli ospiti, il primo intervento di riparazione non è bastato

PORTOMAGGIORE. Si scoppia letteralmente dal caldo nella casa protetta “Carlo Eppi” di Portomaggiore. Tuttavia c’entrano fino a un certo punto le condizioni meteorologiche, con le temperature alte che non smettono di dare tregua. Il problema è che il sistema di aria condizionata all’interno della struttura di via De Amicis è fuori uso. E nemmeno da poco tempo: da una decina di giorni, in effetti. Con tutto quel che ne consegue per le condizioni di benessere della quarantina di persone anziane ospitate (più gli otto del centro diurno), oltre naturalmente agli operatori al lavoro nell’edificio.

Il disguido


La situazione di disagio è evidente e la casa di riposo comunale, che occupa l’edificio un tempo occupato dall’ospedale e dove il 1º giugno è stato inaugurato il giardino alzheimer, si è trovata gioco forza costretta a reagire all’emergenza. Vista la sofferenza particolarmente accentuata in alcuni ospiti a causa del caldo molto umido, queste persone devono ricorrere alla respirazione assistita tramite ossigenoterapia.

E naturalmente la direzione della struttura non è stata con le mani in mano, appena constatato, appunto una decina di giorni fa, il non funzionamento dell’apparecchiatura di refrigerazione.

«Abbiamo fatto tutto quello che era in nostro dovere – spiegano dalla casa protetta “Carlo Eppi” –. Immediatamente è stata chiamata l’azienda, la modenese Cpl Concordia con cui abbiamo una specifica convenzione relativa alla manutenzione: un tecnico ha lavorato e per un paio di giorni, l’aria condizionata andava bene».

La beffa

Ma purtroppo si è trattato di una falsa ripartenza: dopo un paio di giorni tutto si è inopinatamente bloccato. Una beffa. Gli ospiti e il personale hanno ripreso a boccheggiare, senza tregua. Di giorno e di notte.

Si è ripartiti quindi con i tentativi di rimettere in sesto l’impianto. «Due sabati fa – riprendono dalla dirigenza della casa protetta – è venuto un tecnico direttamente da Bologna. La sua diagnosi è stata che occorre sostituire un pezzo e siamo tuttora in attesa che la casa madre ce lo invii».

Va precisato che i disagi non stanno riguardando l’attigua (numero civico 22 anziché 26 di via De Amicis) la casa residenza anziani gestita da Cidas e cooperativa Serena. —

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