Istruzioni per azzerati: «Attenti ai documenti». Un vuoto prima del 2005

FERRARA. Molta confusione, procedure macchinose e complesse, piattaforma ancora non disponibile online e tanta incertezza: è questo lo scenario che si trovano di fronte gli azzerati Carife, un esercito di circa 32.000 risparmiatori azzerati, 4.000 obbligazionisti e 28.000 azionisti. L’altra sera l’avvocato Eleonora Baldi ha dato le prime informazioni sul nuovo decreto attuativo alle moltissime persone intervenute all’assemblea. La preoccupazione è soprattutto sulla modalità di presentazione della domanda per chiedere il rimborso di almeno il 30% (non si sa ancora se è un acconto), sulle azioni. C’è anche da capire se sarà possibile, per chi ha già beneficiato dell’80% di rimborso, richiedere l’integrazione del 15%.



In questo senso il contenuto del decreto attuativo non è molto chiaro. «Ci sarà una piattaforma interattiva disponibile entro fine luglio sulla quale depositare documenti e allegati per procedere alle richieste». Per il legale importate dettagliare tutte le voci per non perdere occasione di un rimborso magari anche solo per avere allegato un documento scaduto. Il vero problema sollevato dai risparmiatori è che fino al 2005 si riesce a risalire al valore delle azioni, ma indietro nel tempo la ricerca si complica. «La gente è confusa, disorientata- conferma Katia Furegatti - in questi anni non si è mai data per vinta e ha sfidato politici, tecnici, economisti, ministri, capi di Governo: quello che abbiamo ottenuto lo abbiamo avuto solo con le nostre forse e non dobbiamo ringraziare nessuno». «Purtroppo - chiude - i politici sono molto lontani dai problemi della gente, non hanno nemmeno l’idea di cosa questo azzeramento possa aver significato nelle nostre famiglie, provate, messe in difficoltà e a volte distrutte». —

Emanuela De Domenico

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