Prima mossa di Fabbri: stop al bando sulle imposte

Ica è il gestore di Icp e Cosap

Ferrara, il neosindaco revoca l'ultimo atto della giunta Tagliani su Icp e Cosap: tariffe da rivedere

FERRARA. La prima mossa del neosindaco Alan Fabbri è sul fronte delle tasse. L'amministrazione comunale procederà infatti alla revoca dei provvedimenti dirigenziali, con il conseguente annullamento del bando in scadenza il 22 luglio 2019 elaborato dalla precedente amministrazione, relativi all'affidamento della concessione della gestione per sei anni, rinnovabili per ulteriori 6, dell'Imposta comunale sulla pubblicità, e della Cosap.

Contestualmente si è stabilito di prorogare di alcuni mesi l'attuale gestione di Icp e Cosap, la società Ica, con l'obiettivo di valutare, in questo periodo, la fattibilità e la convenienza economica del ritorno alla gestione interna dell'intero servizio.

"La nostra intenzione - afferma Fabbri - è verificare il rapporto costi-benefici dell'esternalizzazione del servizio di gestione di questi due tributi, per arrivare alla revisione delle tariffe, riducendone fortemente l'impatto negativo sulle attività commerciali del nostro territorio. Avevamo preso questo impegno con i cittadini durante la campagna elettorale e avevamo promesso che ci saremmo occupati delle imposte comunali sulla pubblicità, e del loro affidamento ad Ica nei primi 100 giorni di governo della città. Ora passiamo dalle parole ai fatti. L'Amministrazione comunale precedente, pochi giorni prima delle consultazioni elettorali, aveva provveduto ad attivare il bando che noi invece, ora, annulliamo. Su questo come su altri ambiti che riguardano la gestione quotidiana delle attività commerciali e produttive, riteniamo doveroso approfondire tutti gli aspetti economici e organizzativi, per trovare, dove possibile, risposte più vicine alle esigenze dei cittadini e a chi fa impresa. Riteniamo quello di oggi il primo passo di una complessiva operazione di sostegno e di rilancio del sistema economico della città che abbiamo intenzione di mettere in atto".

Fabbri già in campagna elettorale aveve criticato la decisione di bandire la gara a conclusione di legislatura.

 

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