Sant’Anna in “overbooking” tra caldo e dimissioni difficili

La prima ondata di calore fa salire la pressione, già alta, dell’utenza sull’ospedale Picchi di 170 accessi al ps generale. Tra i motivi: utenza anziana e calo posti letto

I nuovi amministratori del capoluogo, quelli (nuovi e vecchi) dei comuni in provincia e i colleghi che saranno messi alla prova dal prossimo voto regionale dovranno presto rivedere il grado di priorità assegnato a un’emergenza che investe l’intero assetto della sanità provinciale. Il modello definito per il dopo-Cona (quattro ospedali in provincia, un sistema di Case della salute, qualche lungodegenza e una rete pubblica di residenze per non autosufficienti) non sembra più adeguato a rispondere alle necessità di una provincia che presenta uno dei più alti tassi di over 75 dell’intero Paese.

Un’ondata di accessi. La spia che il sistema è quantomeno da “registrare” è rappresentata dalla situazione di quasi costante overbooking, cioè di eccesso di afflusso rispetto alla disponibilità di posti letto, con la quale si misura ogni giorno la ricettività delll’ospedale Sant’Anna. Uno degli snodi più critici è rappresentato dal pronto soccorso, dove da qualche tempo, anche se si tratta di eventi non frequentissimi, le attese dei pazienti che necessitano di ricovero arrivano a toccare punte sconosciute in passato: fino a 23 ore per chi viene collocato in posizioni più defilate nell’elenco delle urgenze, ma pur sempre da indirizzare al ricovero.


L’incedere di una stagione estiva che fa già segnare temperature da limite di guardia «sta facendo crescere l’utenza che affolla il pronto soccorso generale e che si mantiene comunque a livelli sostenuti», spiega il direttore del pronto soccorso, Andrea Strada. La prima ondata di calore della stagione sta scaricando i suoi effetti sul principale e più delicato punto di accesso ai servizi dell’ospedale. Il ps generale, senza contare l’afflusso verso i ps specialistici, registra numeri che variano dai 130 ai 170 accessi giornalieri (152 domenica 16 giugno, 171 lunedì, 152 martedì, 161 mercoledì, 126 giovedì) con attese che possono dilatarsi fino e oltre le 8-10 ore. La media di accessi quotidiani nel 2018 è stata di 133.

Il passaggio successivo è il ricovero per chi necessita di cure ospedaliere: nei reparti di medicina e medico-specialistici, gestiti dal bed manager, ne sono stati disposti 15 domenica 16 giugno, 16 lunedì, 15 martedì, 14 mercoledì e 12 giovedì. Cifre che crescono ancora se si considerano i ricoveri totali: 31 domenica 16 giugno, 35 lunedì, 39 martedì, 36 mercoledì, 23 giovedì.

lunga attesa in uscita. La pressione sul polo di Cona si mantiene elevata in particolare per due motivi: l’ampliamento della fascia di utenza anziana, per la quale Ferrara rappresenta un caso demografico non solo in Emilia Romagna, e la chiusura di centinaia di posti letto in provincia (oltre 400 negli ultimi 4-5 anni).

Per evitare l’intasamento, soprattutto di alcune unità operative come le Medicine, deve quindi essere assicurato un adeguato flusso in uscita di pazienti in dimissione. Ma quando imbocca questo canale, come conferma la responsabile infermieristica della Centrale di Dimissioni di Cona, Margherita Spatola, il sistema incontra una delle sue strozzature: lunedì erano 14 i pazienti in dimissione dal pronto soccorso, martedì 17, mercoledì 18, giovedì 20. Da lunedì alle ore 14 di ieri 10 pazienti eranoi stati avviati verso Salus e Quisisana, 8 verso gli ospedali di Cento, Argenta e del Delta, 9 verso le residenze per anziani (Cra), 1 verso uno degli ospedali di Comunità (sono due: Comacchio e Copparo), 3 in hospice e 7 all’Adi. I pazienti in attesa di dimissione possono toccare anche quota 30 e l’attesa (il tempo necessario per trovare il posto nella destinazione idonea) può variare da qualche ora a 7-8 giorni. —

Gi.Ca.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI