L’aria condizionata e i ventagli d’antan «Così si vive col caldo»

Con l’arrivo della bolla africana c’è chi si tappa in casa Ma quando la calura sale ecco la piscina o le docce a raffica

«A tien bota!» Paolo Bardella “resiste” utilizzando un’espressione tipicamente dialettale ma molto efficace, riassume con queste tre parole la sua reazione al caldo di questi giorni e soprattutto a quello annunciato dai metereologi che hanno previsto un picco per oggi e domani fino a 40° ed oltre.

«Cerco di resistere – prosegue – e se crollerò mi porteranno al pronto soccorso dove dovrò stare sicuramente molte ore ma almeno ci sarà fresco. Il segreto è stare calmi, in casa, poco vestiti e così faccio insieme ai miei tre gatti ed alla mia famiglia. Oggi è anche il mio compleanno ma nonostante il caldo non rinuncerò alla festa!». Sara Bardella, la figlia, quando il caldo è insopportabile preferisce andare la piscina piuttosto che al mare.


Il mercato di via Porta Catena, aperto il mercoledì mattina, è abbastanza affollato.

«Esco proprio quando ho la necessità di acquistare qualcosa da mangiare – dichiara Costanza Feligiotti – per il resto sto in casa e spesso faccio la doccia. Mi porta un sollievo momentaneo ma insieme all’aria condizionata arrivo a sera quando spero arrivi un po’ di frescura». Anche Gianni Bianchini punta «molto sulla sera perché il caldo mi dà molto fastidio e ho spesso momenti di crisi che supero bevendo tè freddo o caffè zuccherato. Dopo cena vado in qualche gelateria o chiosco e penso: «È passato un altro giorno. . . ».

La signora Ester Melloni usa il ventaglio. «Nonostante abbia l’aria condizionata – dice – questo clima mi innervosisce parecchio e non lo reggo proprio, per questo non vedo l’ora che arrivi luglio per partire per la montagna». Insieme alla piccola Sofia di 4 ann i che non sembra particolarmente infastidita dal caldo, nonna Francesca Ponchia fa gli ultimi acquisti prima di tornare a casa: «Noi adulti più o meno ci difendiamo ma il mio pensiero è la bambina. La tengo in casa il più possibile dove le abbiamo comprato una piccola piscina per divertirsi nell’acqua».

Luciano Fabbiani, l’edicolante, tiene «aperta la porta», racconta, e sta «spesso fuori, ma è dura. Per me vanno bene solo le mezze stagioni perché anche d’inverno con la stufetta arrivo al massimo a 18°». Paul Ehibhatiomhan, un ambulante, dice di trovare «Ferrara calda come la Nigeria. A questo proposito bisogna che rifornisca la mia merce di ventagli che adesso sono particolarmente richiesti. ..» . —

Margherita Goberti

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