Giugno torrido, prelevati 100 milioni di metri cubi dal Po per le terre ferraresi

Il rischio delle irrigazioni a temperature sopra i 36 gradi. Fiumi sempre più in secca nonostante un maggio piovoso

Giugno torrido: prelevati 100 milioni di metri cubi dal Po

FERRARA. Quasi 39 milioni di metri cubi d’acqua prelevati nel mese di giugno dal consorzio di bonifica Pianura di Ferrara dal Po tra Pilastresi e Pontelagoscuro e 56 milioni dal Po a Guarda, Contuga, Berra, Garbina per erogare acqua e farla defluire nei canali e consentire agli agricoltori di approvvigionarsi per far fronte alla calura estiva. Nonostante i quasi 100 milioni di metri cubi d’acqua prelevati a giugno, non c’è al momento un allarme siccità nel ferrarese, questo perché si è registrata una delle primavere più piovose degli ultimi anni, ma le temperature elevate che si stanno registrando nella terza decade di giugno, pongono l’attenzione sul monitoraggio delle campagne ferraresi che hanno sempre più bisogno d’acqua in questo periodo di grande caldo, caratterizzato da una mancanza di piogge.

Il livello del Po

A Pontelagoscuro si è abbondantemente sotto i 5 metri dal livello idrometrico e con più il Po è basso con più si fa fatica a far defluire l’acqua nei canali. Questo 2019 è in perfetta media negli ultimi vent’anni con un picco di altezza del Po che si è registrato nel 2010, quando il fiume superò addirittura lo 0 idrometrico alla fine di giugno, mentre nel 2003 il livello era sceso sotto i 6 metri. Nell’ultimo mese si è registrato un progressivo abbassamento, solo parzialmente compensato da qualche nubifragio nel nord e dallo scioglimento delle nevi alpine cadute anche a maggio inoltrato.

Prelievi

Dall’inizio dell’anno il consorzio di bonifica ferrarese ha complessivamente prelevato acqua da Po (Pilastresi e Pontelagoscuro) per 63,7 milioni di metri cubi, poco più di due terzi della media del periodo 2013/2017 che supera i 90 milioni. Con il mese di giugno il 2019 ha superato lo scorso anno per richiesta di quantità d’acqua che a fine giugno si era fermata a 59,2 milioni di metri cubi, mentre è decisamente inferiore la 2017 uno degli anni più caldi e siccitosi dell’ultimo decennio con una quantità di prelievo a metà anno di 148 milioni di cui quasi 80 solo a giugno. Fino a questo momento non è stato però ancora necessario ricorrere al sollevamento principale per prelevare l’acqua ma solo a quelli sussidiari. Sul Po più a valle, ovvero da Guarda a Garbina il totale dell’acqua prelevata nel corso del 2019 sfiora i 100 milioni, di poco inferiore sia alla media del periodo che al dato del 2018.

Irrigazioni

Tra le colture che necessitano in questo periodo di acqua ci sono soprattutto mais, bietole, soia e frutteti, tra l’altro a queste temperature, superiori ai 36 gradi, è un rischio anche irrigare a certe ore, perché si possono creare danni alle piante e molti agricoltori ricorrono alle irrigazioni notturne per non compromettere le coltivazioni. —