Ro, fallito il progetto “Botteghe”: pagheranno gli amministratori

La Corte dei Conti obbliga due ex sindaci, assessori e consiglieri al risarcimento La cifra da restituire è 68mila euro. Giannini: agito nell’interesse della comunità

RO. Non sono i 341mila euro della prima sentenza, ma gli amministratori (di maggioranza) delle ultime legislature e alcuni dipendenti del Comune di Ro sono stati condannati a pagare complessivamente 68mila euro, a titolo di risarcimento per il progetto Botteghe del territorio. Circa due terzi dell’intera somma sono a carico dei due primi cittadini, Filippo Parisini e Antonio Giannini, la parte restante sarà suddivisa fra assessori e consiglieri nelle due legislature e due segretari comunali.

Progetto fallito. L’idea delle “Botteghe del territorio” iniziò con la prima legislatura di Parisini, trovando la realizzazione - in accordo con Sipro - durante il secondo mandato ed il definitivo lancio al momento dell’insediamento a primo cittadino di Giannini. Il progetto prevedeva una sorta di nuovo modello di incubatore, fondato su cultura e specialità gastronomiche del territorio, trovando l’appoggio di Sipro e la partecipazione di soggetti privati. Il Comune predispose un investimento complessivo di appunto 341mila euro, stipulando un mutuo ventennale di 20mila euro l’anno. Nel corso degli anni, però, i soggetti privati si sono ritirati, tanto che lo scorso dicembre, il Comune di Ro fra gli ultimi atti prima della fusione con Berra ha appunto risolto tale convenzione.


Le condanne. La questione “Botteghe” ha visto, in particolare, la lista d’opposizione Il Borgo fra le più critiche, proprio perché veniva affittato per il progetto uno stabile in piazza Umberto I di fatto mai aperto.

La prima sentenza della Corte dei Conti condannava gli amministratori a risarcire 341mila euro, la seconda della scorsa settimana ha ridotto l’importo a 68mila euro con i due sindaci che sono in attesa venga loro notificato l’atto (per ora notificato al Comune di Riva del Po) per decidere l’eventuale ricorso.

Giannini. «Sono amareggiato - dice l’ultimo sindaco di Ro - e sorpreso, perché non è stato capito che il progetto era pensato per la comunità e vedeva l’interessamento di imprenditori locali, assieme a Sipro e Slow Food. Si volevano valorizzare punti di forza del territorio, recuperando al contempo un immobile importante in piazza. Purtroppo, lungo il percorso qualcuno si è ritirato, il Comune di Ro non poteva essere l’unico promotore e il progetto non è decollato. Ci può stare, è avvenuto anche per altri incubatori o progetti di sviluppo territoriali, specie considerando il difficile periodo economico che stiamo attraversando. Era un progetto in cui credevo, credevamo, e si è agito nell’interesse pubblico, nessuno di noi si è arricchito: per questo dispiace che l’idea non sia stata recepita. Ah, mi sorprende anche si sappia della sentenza, ancora non ho ricevuto la notifica». —