Eder cerca di togliersi la vita in carcere. È il secondo tentativo in pochi mesi

L’uomo condannato a 30 anni per il delitto ha ingerito psicofarmaci bevendo detersivo. È ricoverato in Rianimazione

FERRARA. Ha messo in bocca un numero imprecisato di pillole antidepressive e le ha buttate giù con una lunga sorsata di detersivo liquido per pavimenti. Quando le guardie penitenziarie lo hanno trovato, verso l’1.30 della notte tra martedì e mercoledì, era già privo di conoscenza e rantolante nella sua cella del carcere dell’Arginone.

Gli interrogativi


Ha cercato così di farla finita Eder Guidarelli, l’uomo condannato lo scorso gennaio a trent’anni di reclusione per l’omicidio di Marcello Cenci avvenuto il 2 luglio 2017 a Valencia, in Spagna. Era giusto il secondo anniversario del delitto, ma quello di martedì notte non è stato nemmeno il primo tentativo di suicidio messo in atto da Eder. Anche mesi fa era finito all’ospedale di Cona dopo aver cercato di togliersi la vita, elemento che rafforza ancora di più gli interrogativi su come sia riuscito a portare con sé in cella il detersivo per ingerirlo insieme ai medicinali prescritti per il suo stato depressivo. Pillole che invece con ogni probabilità Eder aveva messo da parte, giorno dopo giorno, per i suoi propositi suicidi. Dal comando della polizia penitenziaria si limitano a riferire che Guidarelli è fuori pericolo e che la sua vita non è mai stata a rischio. Dopo la richiesta di soccorso al 118, martedì notte l’emergenza sanitaria è intervenuta sul posto con un’ambulanza e un’automedica. Eder era incosciente, e dopo una prima valutazione sul posto il detenuto è stato portato al Sant’Anna con un codice di media gravità, e attualmente è ricoverato nel reparto di Rianimazione ospedaliera.

La preoccupazione

La direzione del carcere ha avvertito i familiari di Eder e il suo avvocato difensore, Eugenio Gallerani, che si dice «molto preoccupato» per le condizioni del suo assistito. Il dramma di Marcello Cenci, morto poco più che trentenne per mano dell’amico di un tempo, si era consumato due anni fa a Valencia, dove la vittima lavorava come barista. Aveva messo 1.500 chilometri tra lui ed Eder, che da amico si era trasformato in persecutore implacabile, ossessionato dalla gelosia per la ex fidanzata. Per tre volte Cenci aveva subito le aggressioni, sempre più violente, da parte di Eder.

Il delitto

Fino al 2 luglio del 2017 quando Guidarelli, incurante di un divieto di avvicinamento disposto dalla procura, raggiunse Valencia in auto, attese Marcello sotto casa e lo strangolò nell’androne. Mettendo in atto quella che i famigliari hanno dolorosamente definito una tragedia annunciata. —

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