Fondazione Caricento: no a svalutazioni per Bps

Il Cda in scadenza: non vi sono indicatori di perdita durevole nel concambio. L’accordo definitivo è stato sottoscritto a bilancio 2018 già completato

FERRARA. L’approvazione da parte del Consiglio d’indirizzo del bilancio 2018 ha chiuso idealmente una stagione storica per la Fondazione Caricento, poiché nel lasso di tempo della presidenza di Cristiana Fantozzi l’ente è arrivato a privarsi della maggioranza della banca, ceduta alla Popolare di Sondrio a prezzo di scontri e lacerazioni. La stagione che si sta già aprendo, con l’indicazione del nuovo Cda da parte dei “controllori”, partirà da questi strascichi, concentrandosi presumibilmente sulle condizioni ancora aperte dell’accordo di cessione (ancora in attesa del sì di Bankitalia e Bce) e sulle conseguenze sul patrimonio guerciniano.

Quattro anni. La relazione di Fantozzi ha provato a riassumere quattro anni di attività della Fondazione, che certo non si esauriscono nell’operazione Bps. E quindi la prima citazione va alla consegna delle chiavi del Pronto soccorso dell’ospedale di Cento, nel 2017, per proseguire con le erogazioni in istruzione, ricerca scientifica, sviluppo locale e salute pubblica, i principali settori d’intervento.


Il «nuovo capitolo della storia della Fondazione», però, è stato sicuramente scritto a partire dal 14 ottobre 2017, con il primo accordo con i valtellinesi arrivato «dopo almeno due anni di approfondimenti». Di questa operazione nel bilancio 2018 si trovano tracce alle voce spese, 365.360,56 euro per consulenze, che portano l’importo pluriennale a quasi 550mila euro. Non vengono registrati gli effetti del concambio azioni Caricento-azioni Bps, nei termini previsti dall’accordo. Perché? Il Consiglio di amministrazione, è argomentato nella relazione con il supporto del parere legale di Andrea Carinci, è che non vi siano «i motivi per una svalutazione, non ritenendo vi siano indicatori di perdita durevole», cioè «non vi è un significativo e prolungato ribasso non correlato ad un generale andamento del mercato».

Non determinanti. In sostanza, gli alti e bassi in Borsa dell’azione Bps, ai quali sarà appunto collegata l’azione Caricento, non sono considerati determinanti. I vertici in scadenza della Fondazione considerano anzi già definito il valore delle azioni Bps di concambio, da considerare non in rapporto alla quotazione borsistica ma dell’attivo della banca valtellinese, ragionamento che porta ad un valore unitario di 5,77 euro. Numero non suscettibile di cambiamenti, se è vero che a Cento prendono in considerazione la data del 24 aprile 2019, quella dell’accordo definitivo, per individuare il valore dell’azione Bps da utilizzare per il concambio. Tra l’altro la data si pone al di fuori del perimetro del bilancio 2018.

Sviluppi. Uno dei revisori della fondazione, Marco Campanini, ha messo per iscritto il suo dissenso, con motivazioni «agli atti delle carte di lavoro del Collegio», i cui restanti componenti sono invece in linea con le conclusioni del Cda. Bisogna vedere quali sviluppi avrà questa situazione, considerando appunto l’imminente rinnovo del Cda: Fantozzi ha dato disponibilità a ripresentarsi, sarà la cartina di tornasole per testare i nuovi equilibri in Consiglio d’indirizzo. —

Stefano Ciervo

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