Ostellato, malori dopo i cattivi odori: azienda Sipro a rischio stop

Ordinanza del sindaco obbliga la centrale di recupero fanghi a San Giovanni a mettersi in regola. Nel mirino il materiale conferito: se non stabilizzato, provoca esalazioni nauseanti 

SAN GIOVANNI.  Solo pochi giorni fa si sono presentati in cinque al pronto soccorso. Persone, residenti a San Giovanni d’Ostellato, che accusavano malessere, nausea con vomito e bruciore agli occhi. Sintomi che sono stati immediatamente collegati, e poi comprovati dai referti medici, alle esalazioni maleodoranti dell’impianto di proprietà della Società Agricola 999 Kw che, in zona Sipro, recupera fanghi per la produzione di fertilizzanti da spandere sui terreni agricoli.

Venerdì il sindaco Elena Rossi ha firmato un’ordinanza che obbliga l’azienda a prendere le misure necessarie per fermare le emissioni dannose per la salute.


Le fermata in maggio. In realtà, la centrale era già stata fermata due mesi fa da Arpae a causa dei cattivi odori: uno stop, iniziato il 6 e terminato il 10 maggio, con la ripresa dell’attività condizionata alla verifica dell’idoneità dei fanghi conferiti all’impianto. In pratica, la proprietà avrebbe dovuto dare prova che quel materiale fosse già stato sottoposto, prima di arrivare a San Giovanni, a trattamenti di stabilizzazione-igienizzazione, passaggi dopo i quali i fanghi non provocano “puzze”.

Il 20 giugno l’azienda ha comunicato all’agenzia regionale di tutela ambientale di aver effettuato migliorie alla centrale. Tuttavia qualcosa deve essere andato storto, se ancora nelle ultime settimane sono continuate le lamentele da parte di altre ditte insediate in zona Sipro sugli odori nauseabondi, che non erano affatto finiti.

L’ordinanza. Ecco quindi che il sindaco Rossi ha preso carta e penna: su proposta del dipartimento di Igiene pubblica dell’Asl, la prima cittadina ha emesso l’ordinanza a tutela della salute dei residenti e di chi lavora vicino all’impianto.

Di fatto si danno tre giorni, dal momento della notifica dell’atto, alla società che ha la propria sede legale a Bondeno, per «mettere in atto tutte le misure idonee occorrenti a evitare la produzione di esalazioni maleodoranti – delinea il documento firmato dalla Rossi –, compresa un’accurata selezione dei fanghi in entrata, e l’eliminazione di ogni singola fase di lavoro per la quale la società non sia in grado di adottare accorgimenti idonei».

Il tutto con un’avvertenza e cioè che «in caso di inosservanza e di recidiva sarà disposta la sospensione dell’attività». Incaricata del controllo in merito al rispetto delle disposizione è la Polizia locale dell’Unione Valli e Delizie.

La mobilitazione.  L’impianto di San Giovanni, assieme a quello analogo di cui si è ipotizzata la costruzione a Portoverrara, è al centro della mobilitazione del comitato NoFanghi Argenta-Ostellato-Portomaggiore. In ballo c’è una raccolta firme contro lo spandimento dei fertilizzanti nei campi, reputati rischiosi per la salute.

Intanto l’opposizione consiliare a Ostellato accoglie favorevolmente l’ordinanza. «Siamo vigili – dice il capogruppo Nicola Martellozzo ––, crediamo che il buon senso possa portare effetti positivi alla causa. Stiamo dando fiducia a questa amministrazione e si sta creando una buona base di confronto». —