Ferrara, siccità, allerta gialla: il Po scende a -5,5 e si spera nella pioggia

Emergenza idrica, Dalle Vacche (Consorzio Bonifica): «Nessun allarmismo. Ma i progetti per il fiume non possono più aspettare» 

FERRARA. Allerta gialla per il Po a causa della siccità. Anche a Pontelagoscuro, come nella gran maggioranza dei punti di rilevazione del fiume, la portata risulta più che dimezzata in questi giorni, da qui l’allerta lanciata dall’osservatorio delle crisi idriche. Le previsioni meteo della prossima settimana, che vedono un ritorno della pioggia, non fanno salire l’allerta al livello rosso, ma l’attenzione resta alta.

Prende atto della situazione il presidente del consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara Franco Dalle Vacche. «Sono importanti le preoccupazioni dell’Osservatorio sulle crisi idriche, che si è riunito a seguito dei livelli bassi del Po e spero che questo possa portare finalmente a riconsiderare iniziative che possano realizzare opere necessarie per regimentare il grande fiume e garantire livelli e riserve di acqua costante».


Il livello del fiume. «Ormai l’emergenza siccità è una situazione ordinaria e siamo pertanto organizzati per affrontarla – continua – la punta di massima crisi è stata quando il Po ha toccato –6 metri ma ora siamo stabili a circa – 5. 50/-5.40, in pratica a mezzo metro in più, che significa ancora centinaia di metri cubi a disposizione per poter prelevare volumi per irrigare e mantenere i livelli dei canali di bonifica del territorio ferrarese. Questi sono i oggi i dati di Aipo a Pontelagoscuro, inoltre ci aspettiamo livelli in crescita con il meteo che indica perturbazioni la prossima settimana. La situazione è difficile ma non drammatica e non giustifica l’allarmismo. Invito dunque alla riflessione sulla reale e sempre più forte necessità di avere un fiume costante nel suo regime, risultato che si può ottenere facendo le opere già progettate da tempo. Il progetto esiste dal 2015: la realizzazione di barriere mobili capaci di mantenere le quote del Po e ogni settore in equilibrio, con inoltre navigabilità certa tutto l’anno e produzione di energia idroelettrica».

Carissima elettricità. Una riflessione va fatta anche sui costi sempre più alti per l’elettricità utilizzata dai numerosi impianti idrovori che devono andare a inseguire l’acqua sempre più al centro del fiume, sollevarla e portarla nella rete di canali che servono a irrigare circa 170.000 ettari di territorio coltivato quasi tutto l’anno. «A causa di questa continua emergenza - spiega Dalle Vacche - i costi sono sempre più importanti per i bilanci delle aziende agricole consorziate. Serve un intervento statale che riduca l’abnorme peso fiscale sul costo dell’energia elettrica utilizzata dagli impianti».

Necessità ancor più forte se si considera anche il ruolo del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara nell’ambito della prevenzione e attenzione su un territorio a massimo rischio idrogeologico, facendo i conti con la gestione di 256.000 ettari dei quali circa la metà è sotto il livello del mare. —

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