Ferrara, agguato in via Morata: condanne ed espulsioni

Ai sette imputati comminate pene per complessivi 36 anni e mezzo. Il ferito venne colpito più volte e rischiò la vita per un colpo al capo inferto con un machete

Tentato omicidio, il momento dell'aggressione

FERRARA. Attirarono in un agguato, il rivale della banda opposta, sullo sfondo della guerra per il traffico di droga in città tra nigeriani.

Per l’aggressione di via Morata che si svolse sotto gli occhi degli abitanti e che insanguinò l’estate dell’anno scorso nella guerra tra gli Arubaga (i più vecchi e oggi tutti sotto processo e condannati) e gli Aye (più giovani, che volevano scalzare i rivali), è arrivata oggi (venerdì 12 luglio) in tribunale la decisione dei giudici: 36 anni e mezzo di carcere divisi tra i sette imputati, tutti nigeriani tra i 25 e i 32 anni, che da anni comandavano a Ferrara e che parteciparono al commando che tese l’agguato ad un loro concittadino massacrato con colpi di machete, catene, bastoni e ancora botte calci e pugni.

Il conto della giustizia è stato elencato dal gip Danilo Russo, su richiesta della pm Isabella Cavallari: quattro hanno patteggiato pene tra i 4 anni e 4 anni e 8 mesi Junior Musa detto Junior; Igbinosa Irabor alias Ebo; Manuel Emakhu, detto Shube o Papa Joe; e il capo degli Arubaga, Anthony Odianose detto Lucky o Ubeba. Altri tre hanno scelto il rito abbreviato e nonostante la riduzione (un terzo per il rito) hanno subito pene altissime: 8 anni e 2 mesi per Henry Arehobor detto Threeman; 5 anni per Glory Egbogun, detto Omomo; stessa pena per Kingsly Okoase detto Oje. Per loro, oltre le condanne, il giudice ha ordinato le immediate espulsioni da Ferrara, a fine pena.