Test al Mazza, dita incrociate e garanzie

L'editoriale del direttore Luca Traini sulla vicenda dello stadio casa della Spal

FERRARA. Sono appese ai tiranti le prospettive della Spal per l’avvio del campionato al Mazza. Prove di carico per misurare la flessione delle strutture sotto forte sollecitazione e dare risposte empiriche ai dubbi sollevati dal consulente della procura quando ha confrontato i risultati annotati in fase di collaudo con le tabelle della normativa anti sismica. La copertura della gradinata nord e l’intera struttura della curva Est, realizzate in tempi record la scorsa estate, sono effettivamente sicure?

Eccolo l’interrogativo bruto a cui le prove di domani e le elaborazioni dei dati che seguiranno dovranno dare una risposta chiara: il sì auspicato, con immediato dissequestro dello stadio; un no che alimenterebbe l’inchiesta penale e apparecchierebbe la necessità di rimediare con nuovi lavori.


La scansione temporale è cruciale. La prima buona notizia è che le difese degli indagati (e Spal e Comune, ovviamente) non hanno chiesto di imboccare la strada lunga dell’incidente probatorio, ma in questa fase si sono accontentate di una più rapida perizia. Domattina i professionisti metteranno a punto gli ultimi dettagli dei test tecnici per procedere con le verifiche già in giornata e con l’obiettivo di completare la relazione in una settimana perché la procura possa decidere entro fine mese.

“Saremo veloci”, assicurano gli inquirenti. Ed è auspicio condiviso, perché la Spal ha bisogno del suo fortino e la città della sua squadra. Esser costretti a giocar lontano da Ferrara, no; al limite la prima partita casalinga, com’è stato lo scorso anno, ma non di più: sarebbe un problema serio. Pure va smontato ciò che si legge altrove, la tesi sconsiderata secondo cui sarebbe stato meglio sanare i contrasti economici per evitare che il subappaltatore segnalasse le presunte irregolarità, che bisognava pagare per scansar rogne. Sulla sicurezza non si può chiuder gli occhi.

Buona domenica.