Odori nauseabondi per i concimi organici. Fioccano le proteste

COMACCHIO. Odori nauseabondi nelle prime ore del mattino e all’imbrunire, trascinati dalle correnti del vento ora nelle frazioni di Volania, San Giuseppe, fino a sfiorare Comacchio, e ultimamente anche ai Lidi Nord, hanno scatenato interrogativi e dibattiti.

 Parla Calderoni. C’è chi grida allarme, convinto – a torto – di avvertire l’olezzo di pesce marcio, ma la pista si è rivelata infondata; c’è invece chi percepisce nitidamente l’odore acre di urea e, più in generale, di concimi organici. Proprio quest’ultima pista è quella che ha trovato rispondenza nei fatti.

A smorzare la polemica sul nascere, ci pensa Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia: «È un tema sollevato anche lo scorso anno; tuttavia gli agricoltori osservano norme e regolamenti vigenti sia per quanto concerne i periodi, che per quanto riguarda le modalità di espandimento dei concimi organici. È vero che si verificano disagi con il caldo e con l’innalzamento delle temperature – prosegue Calderoni –, quando i cumuli restano per alcuni giorni e si formano pure mosche, per via dei processi di decomposizione delle sostanze organiche. È difficile accontentare tutti. Si tratta di processi naturali, organici, non chimici, ai quali ricorrevano anche i nostri nonni».

residenti e turisti

Il sempre più incisivo ricorso a concimi naturali, di contro, suscita spesso lamentele ed interrogativi, soprattutto in un periodo di alta stagione, come quello attuale, durante il quale i terreni vengono preparati alla stagione che segue la raccolta del grano. Agli agricoltori non sono prescritti limiti sulle distanze rispetto alle zone residenziali, ma solo limitazioni al periodo di tempo da destinare agli accumuli di polline e stallatici provenienti da allevamenti bovini e suini (max 90 giorni). «Chiediamo però che si tengano a distanza dalle case», conclude Calderoni. Residenti e turisti hanno la facoltà di segnalare eventuali inadempienze alla Polizia locale. —

Katia Romagnoli

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