Bondeno, Argenta e le scuole private: fuori i non vaccinati. Sì alla linea dell’Asl

Prime adesioni al documento che fissa i paletti per nidi e asili. Porte aperte a chi ha avviato l’iter con richiesta di ultimarlo

FERRARA. «Ci atterremo alle disposizioni di legge - risponde il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini - sulle vaccinazioni obbligatorie l’Asl ci ha inviato una comunicazione dettagliata: chi non è mai stato vaccinato non sarà ammesso nelle strutture comunali». L’azienda sanitaria ha precisato nei giorni scorsi che anche l’eventuale iscrizione di un bambino mai vaccinato viene considerata decaduta e che non può essere accettato al nido o nell’asilo il solo documento che attesta la fissazione di un appuntamento in un ambulatorio attrezzato per le vaccinazioni. Il bimbo deve avere avviato il “percorso”, essere cioè stato vaccinato almeno una volta, a meno che, come ha precisato la stessa Asl, le famiglie non siano in grado di giustificare il ritardo con motivazioni «di forza maggiore».

La parola ai Comuni


La posizione di Bergamini riecheggia nelle parole del sindaco di Argenta, Andrea Baldini. «Noi non abbiamo materne gestite dal Comune ma nidi convenzionati - ha spiegato il primo cittadino - chi non avrà almeno iniziato il percorso vaccinale non potrà frequentare le strutture». Al neo-sindaco di Copparo, Fabrizio Pagnoni, non risultano «al momento casi segnalati di bambini mai vaccinati», come al collega di Riva del Po, Andrea Zamboni.

La lettera di via Cassoli, corredata dei riferimenti normativi, cita anche una recente sentenza del Tar dell’Abruzzo che ha respinto il ricorso di una famiglia “no vax” dichiarando preminente il diritto alla salute rispetto al diritto all’istruzione. Il testo dell’Asl ha messo un punto fermo differenziando i casi in cui è ammessa la frequenza da quelli nei quali la famiglia non è in grado di dimostrare la causa di forza maggiore per giustificare la mancanza di un iter vaccinale.

Fatto salvo diverso avviso del Comune o della struttura educativa (sempre possibile), non dovrebbe trovare le porte chiuse il bambino che si sarà presentato almeno una volta all’appuntamento col vaccino, anche se la famiglia sarà invitata a completare le somministrazioni obbligatorie (sono 9; 10 solo per chi è nato dal 2017 in poi).

Il caso ferrara

La posizione espressa da Fabio Bergamini - stesso partito del sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, e successore dello stesso Fabbri in municipio a Bondeno - potrebbe far pensare che anche l’amministrazione di Ferrara potrebbe allinearsi ai “paletti” posati dall’Asl. Che però - è bene ricordare - risponde del suo operato alla Regione. C’è chi si sta chiedendo se le imminenti elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale, dove Lega e centrodestra sono all’opposizione, potranno - e in che misura - influenzare la scelta di Fabbri, che si è detto pronto ad ammettere i bambini non vaccinati. Resta da ricordare che una fetta consistente dell’offerta educativa fino a sei anni è legata alla presenza di asili e nidi privati.

Biagio Missanelli, presidente Fism, spiega che «in queste strutture (oltre 3200 bimbi iscritti nei 59 istituti della provincia; circa 2800 quelli che frequentano le materne, una dozzina i “no vax”) rispetteremo le prescrizioni dell’Asl. Chi non è mai stato vaccinato non sarà quindi ammesso, chi non ha completato il ciclo sarà invitato a farlo: manterrà il posto ma potrà entrare quando avrà ultimato l’iter o come specificherà l’Asl. Asili e nidi privati sono retti da responsabili che rispondono personalmente della mancata applicazione della legge e dei danni conseguenti. Credo che l’Asl abbia compiuto una buona scelta chiarendo i termini della questione e credo che nessuno dovrebbe assumere atteggiamenti poco chiari sull’applicazione della normativa, perché a subirne le conseguenze sono prima di tutto i bambini». —

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