Droga dall’Albania alla Sardegna. Blitz all’alba, arrestata una donna

Si tratta di una ex barista 33enne. I carabinieri hanno indagato per tre anni, altri cinque in manette

ARGENTA. Il blitz è avvenuto ieri all’alba, quando i carabinieri hanno notificato una delle otto ordinanze di custodia cautelare per l’indagine Seaway, contro il traffico internazionale di droga, ad una donna residente ad Argenta. Si tratta di una 33enne di origine rumena, che è stata posta agli arresti domiciliari. Secondo il gip del tribunale di Cagliari che ha emesso l’ordinanza, la donna fa parte di un’organizzazione che si occupa d’importare flussi di droga (cocaina, eroina e marijuana) dall’Albania, di stoccarla per il tempo necessario in basi logistiche e poi d’inviarla, attraverso i traghetti passeggeri dai porti di Livorno e Civitavecchia, nei luoghi del divertimento vip della Costa Smeralda. L’inchiesta va avanti da tre anni, gli ordini di arresto scattati ieri in contemporanea in Sardegna e appunto ad Argenta sono otto e vi sono due ricercati in Albania, le persone considerate a capo di questa filiera del traffico di droga via mare..

Tre auto

Nonostante l’ora, erano le 6, in centro c’è chi ha notato che in centro stava succedendo qualcosa: le auto dei carabinieri entrate in azione sono state tre, hanno imboccato la strada dove risiede la donna e, non trovandola in casa, hanno atteso che tornasse. Poi l’hanno arrestata, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, ponendola ai domiciliari. La 33enne ha lavorato per qualche tempo come barista in un locale del centro, la perquisizione domiciliare ha consentito di trovare una modica quantità di sostanza stupefacente. Gli sviluppi giudiziari chiariranno la portata delle accuse e il ruolo che gli inquirenti le attribuiscono: i carabinieri di Olbia ieri hanno parlato di basi logistiche dell’organizzazione localizzate nel Lazio, in Lombardia e appunto in Emilia Romagna. Da queste basi, è la ricostruzione degli inquirenti, i corrieri raggiungevano l’isola mediante i traghetti di linea.

L’inchiesta

I carichi in particolare di cocaina, erano destinati ai giovani, anche in età scolastica, sia alla movida della Costa smeralda e ai locali pubblici. Proprio dalla piazza di Olbia è partita nell’ottobre 2016 l’indagine, che da subito ha puntato sulle attività di albanesi e italiani con trascorsi specifici. Via via sono stati effettuati sequestri e arresti nel territorio sardo che hanno portato a ricostruire l’esistenza di un canale diretto di rifornimento della droga dall’Albania, che passava appunto per l’Italia centrale e settentrionale. L’indagine non ha messo a fuoco il modo in cui arrivava la droga dall’Albania, se cioè vi possano essere connessioni con i maxi sequestri sui Lidi degli anni scorsi. —

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