Stadio, l’inchiesta “congela” il mutuo per le opere esterne

Il Credito Sportivo ha stoppato i 400mila euro richiesti dal Comune. Tutto fermo finché non sarà definito il quadro degli accertamenti in corso

FERRARA. Il Comune di Ferrara sta incontrando grosse difficoltà a ottenere dal Credito Sportivo l’accensione di un mutuo da 400mila euro per la realizzazione di alcune opere esterne allo stadio Mazza. La domanda di erogazione era già stata spedita, tutto sembrava procedere secondo programma, quando le notizie sull’apertura dell’inchiesta - e il conseguente sequestro di parti dell’impianto sportivo da sottoporre a prove tecniche di carico - hanno “congelato” i rubinetti del Credito Sportivo.

Rassicurazioni inutili


A niente sono servite le rassicurazioni che gli interventi previsti sono del tutto autonomi e slegati dalle parti sotto sequestro. La replica è stata netta: tutto fermo fintanto che il quadro delle indagini non sarà definito.

Un “effetto collaterale” dell’inchiesta che è emerso ieri nel corso della riunione della Prima Commissione Consiliare presieduta da Caterina Ferri, convocata per vagliare l’assestamento al bilancio (una sorta di «tagliando» ai conti comunali da approvare entro il 31 luglio) e al programma triennale delle opere pubbliche 2019-2021 che saranno discussi e votati lunedì in consiglio comunale.

Quella per il completamento del Mazza, ha ribadito il Ragioniere Capo del Comune, Piera Pellegrini, sarà dunque una partita delicatissima, e il caso-stadio ha rappresentato l’unico punto spinoso di una Commissione che, del resto, è filata via senza ostacoli, a suon di unanimità.

L’amministrazione precedente ha lasciato “in eredità” un avanzo di 4 milioni e 200mila euro che potranno essere impiegati in ulteriori investimenti, come ha illustrato l’assessore al Bilancio Matteo Fornasini. Messa in sicurezza di strade e scuole, la copertura dell’Ippodromo, il restauro delle Mura di via Azzo Novello tra le opere in cantiere.

215mila euro all’Ica

Sul fronte delle imposte sulla pubblicità, invece, il Comune dovrà restituire a Ica 215mila euro, dato che la società ha versato più di quanto abbia incassato.

Da registrare, infine, il riconoscimento di tre debiti fuori bilancio: il primo, di 2.400 euro, deriva da un’ingiunzione del Garante per il trattamento dei dati personali inflitta al Comune in seguito a un esposto. La vicenda risale al 2016 e riguarda il servizio (poi interrotto) che consentiva ai cittadini di avere accesso ad atti pubblici nelle farmacie comunali, senza dover andare all’Anagrafe. Gli altri due debiti riguardano ricorsi al Giudice di Pace per contravvenzioni stradali. Ma se in un caso il Giudice ha dato torto al Comune, imponendo la restituzione al cittadino ricorrente di 268 euro, nel secondo caso l’amministrazione, pur vincendo la causa, si è vista imporre in Cassazione il pagamento di spese legali per 1.274 euro. —

Alessandra Mura

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